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05 Febbraio 2026Riprendono le campagne di vaccinazione preventiva contro il colera dopo oltre tre anni di stop

Riprendono le campagne di vaccinazione preventiva contro il colera dopo oltre tre anni di sospensione, grazie all’aumento della disponibilità globale di vaccini orali. Lo annunciano World Health Organization, Gavi, the Vaccine Alliance e UNICEF in un comunicato congiunto diffuso il 4 febbraio.
Il Mozambico è il primo Paese a riavviare una campagna di vaccinazione preventiva, dopo lo stop imposto nel 2022 dalla forte crescita dei casi di colera a livello globale, che aveva determinato un aumento della domanda e una carenza delle scorte di vaccino orale contro il colera (OCV). Altre campagne preventive sono previste nella Repubblica Democratica del Congo e in Bangladesh.
Una prima allocazione di 20 milioni di dosi è stata destinata alle campagne preventive: 3,6 milioni di dosi al Mozambico, 6,1 milioni alla Repubblica Democratica del Congo, attualmente interessata da focolai rilevanti, e 10,3 milioni al Bangladesh. Le dosi sono finanziate da Gavi e approvvigionate e distribuite da Unicef.
Secondo le agenzie Onu, la ripresa delle vaccinazioni preventive è stata resa possibile dal raddoppio della produzione globale annua di OCV, passata da 35 milioni di dosi nel 2022 a quasi 70 milioni nel 2025. Attualmente, EUBiologics è l’unico produttore in grado di garantire la produzione su scala sufficiente per campagne di vaccinazione di massa.
“Le carenze globali di vaccini ci hanno costretto a reagire ai focolai invece di prevenirli. Ora siamo in una posizione più solida per spezzare questo ciclo”, ha dichiarato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando l’importanza di ampliare la base produttiva.
La distribuzione delle dosi per le campagne preventive segue i criteri stabiliti dalla Global Task Force for Cholera Control, partnership che riunisce oltre cinquanta organizzazioni, con l’obiettivo di garantire un’allocazione equa e trasparente delle risorse disponibili. La strategia vaccinale prevede l’uso di una dose per il controllo rapido dei focolai, mentre la somministrazione di due dosi viene valutata caso per caso per una protezione più duratura, fino a tre anni.
Il comunicato ricorda che nel 2025 sono stati segnalati all’Oms oltre 600.000 casi di colera o diarrea acquosa acuta e circa 7.600 decessi in 33 Paesi, dati considerati sottostimati. Dal 2021 i casi sono aumentati anno dopo anno, con una riduzione osservata nel 2025, mentre i decessi hanno continuato a crescere.
Oms, Gavi e Unicef ribadiscono che la vaccinazione rappresenta solo uno degli strumenti di prevenzione e risposta al colera e che restano essenziali investimenti di lungo periodo in acqua potabile, servizi igienico-sanitari, sorveglianza e accesso rapido alle cure, per ridurre in modo duraturo l’impatto della malattia.
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