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05 Febbraio 2026

Hiv, candidato vaccino induce anticorpi neutralizzanti dopo una singola dose

Nei test preclinici su primati non umani il candidato vaccino ha mostrato una risposta immunitaria in tre settimane


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Un candidato vaccino contro l'HIV sviluppato negli Stati Uniti ha raggiunto un traguardo senza precedenti: l'induzione di anticorpi neutralizzanti già dopo una singola dose, almeno nei primi test condotti su primati non umani. I risultati, pubblicati su Nature Immunology, suggeriscono la possibilità di ridurre drasticamente il numero di somministrazioni necessarie rispetto agli approcci sperimentali attuali, con potenziali benefici in termini di accessibilità e implementazione globale.

La ricerca, condotta dal Vaccine and Immunotherapy Center del Wistar Institute e guidata da Amelia Escolano, si concentra su una proteina dell'involucro dell'HIV ingegnerizzata, WIN332, che ha dimostrato capacità di indurre una risposta immunitaria in tempi significativamente brevi rispetto ai protocolli attuali.

Da anni la ricerca sui vaccini anti-HIV si concentra sulla proteina dell'involucro virale, elemento chiave per l'ingresso del virus nelle cellule bersaglio. Il team del Wistar ha focalizzato l'attenzione su una regione specifica, l'epitopo V3-glicano, modificandone in modo radicale la struttura.

Questa zona è considerata un punto debole del virus, poiché tende a rimanere simile tra i diversi ceppi, offrendo un bersaglio ideale per l'azione degli anticorpi neutralizzanti a largo spettro. Contrariamente all'approccio tradizionale, i ricercatori hanno rimosso il glicano N332, uno zucchero finora ritenuto essenziale per l'induzione di anticorpi neutralizzanti. Questa scelta, considerata controintuitiva, ha portato alla creazione di WIN332 e ha permesso di evidenziare diverse modalità di risposta anticorpale, suggerendo che il sistema immunitario possa essere guidato verso soluzioni finora inesplorate.

Una singola iniezione di WIN332 ha indotto una neutralizzazione bassa ma rilevabile contro l'HIV in sole tre settimane, quando i ricercatori hanno somministrato una seconda iniezione, i livelli di neutralizzazione sono aumentati significativamente.

"Abbiamo ottenuto una bassa neutralizzazione dopo una singola immunizzazione, che è ulteriormente aumentata dopo un ulteriore richiamo, un risultato mai osservato prima", afferma Escolano. "Di solito, i protocolli di vaccinazione contro l'HIV richiedono sette, otto o persino dieci iniezioni per iniziare a vedere una neutralizzazione".

"Se questo approccio si rivelasse efficace, potremmo potenzialmente raggiungere l'immunità desiderata con sole tre iniezioni", sostiene Ignacio Relano-Rodriguez, primo autore dello studio. "Ciò renderebbe i protocolli vaccinali più brevi e accessibili".

Dal punto di vista della salute pubblica, la riduzione del numero di dosi necessarie rappresenta un fattore determinante. Protocolli più brevi potrebbero portare a una riduzione dei costi logistici e di conservazione aumentando significativamente l'aderenza vaccinale, riducendo il rischio che i pazienti non completino il ciclo previsto, un problema comune nelle aree del mondo più colpite dall'epidemia.

Nonostante l'entusiasmo per questi risultati preliminari, è necessario mantenere cautela. I dati attuali provengono da modelli animali e, sebbene i primati siano il modello più vicino all'uomo, la risposta del sistema immunitario umano può presentare variabili differenti e imprevedibili. Inoltre, la neutralizzazione osservata dopo la prima dose è attualmente definita bassa, suggerendo necessità di ottimizzazioni di formula e dosi. 

I prossimi passi includono ulteriori valutazioni precliniche e la progettazione di immunogeni complementari, con l'obiettivo di portare WIN332 verso la sperimentazione clinica nell'uomo. Un percorso ancora lungo, ma che potrebbe segnare un cambio di paradigma nella lunga e complessa sfida allo sviluppo di un vaccino efficace contro l'HIV.

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