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Neurologia

24 Giugno 2025

Cefalea da abuso di farmaci, eptinezumab riduce i giorni di emicrania

Il trattamento, in combinazione con un intervento educativo breve, ha portato a una riduzione statisticamente significativa dei giorni mensili di emicrania nelle prime quattro settimane rispetto al placebo


emicrania

Presentati all’11° Congresso dell’European Academy of Neurology i risultati dello studio di fase IV RESOLUTION, che ha valutato l’efficacia di eptinezumab in pazienti con emicrania cronica e cefalea da uso eccessivo di farmaci (MOH). Il trattamento, in combinazione con un intervento educativo breve, ha portato a una riduzione statisticamente significativa dei giorni mensili di emicrania nelle prime quattro settimane rispetto al placebo.

Lo studio ha coinvolto 608 pazienti randomizzati a ricevere eptinezumab 100 mg o placebo, entrambi associati a un intervento educativo standardizzato. Nelle settimane da 1 a 4, il numero medio di giorni mensili di emicrania si è ridotto di 6,9 giorni nel gruppo eptinezumab contro 3,7 giorni nel gruppo placebo (p<0,0001). Inoltre, il numero di giorni mensili di utilizzo di farmaci sintomatici è diminuito di 11,2 con eptinezumab, rispetto a 7,8 con placebo (p<0,0001).

I pazienti trattati con eptinezumab hanno riportato anche una riduzione della severità del dolore giornaliero già dalla seconda settimana, e miglioramenti significativi nei patient-reported outcome, tra cui burden da cefalea, disabilità, produttività lavorativa e attività quotidiane. La tollerabilità è risultata in linea con gli studi precedenti: gli eventi avversi sono stati simili tra i due gruppi (41,9% eptinezumab vs 36,9% placebo).

Secondo i ricercatori, lo studio dimostra che un approccio precoce con trattamento anti-CGRP associato all’educazione del paziente può offrire benefici clinici significativi in una popolazione notoriamente difficile da trattare. Il farmaco è attualmente indicato per la profilassi dell’emicrania negli adulti con almeno 4 giorni di emicrania al mese, alla dose raccomandata di 100 mg per via endovenosa ogni 12 settimane.

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