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Emicrania

20 Febbraio 2025

Emicrania, nuova opzione farmacologica per la profilassi rimborsata da Ssn

L’emicrania è patologia molto invalidante in assoluto, trattamenti innovativi anche di profilassi migliorano la qualità di vita nei pazienti. A incontro a Milano, promosso da AbbVie si è parlato di cure ed epidemiologia


emicrania

invalidante in assoluto. La prevalenza, a livello globale, è del 14%, le donne tra i 25 e i 55 anni sono le più colpite. In Europa, da sola costa all’economia 27 miliardi di euro l’anno in termini di riduzione della produttività e di giorni lavorativi persi. Gli ultimi anni stanno vedendo lo sviluppo di nuovi farmaci specifici per l’emicrania, sia episodica che cronica, che agiscono sui mediatori nervosi coinvolti nella trasmissione del dolore, segnando l’avvio di una nuova epoca nella ricerca in questo settore. Tra questi i trattamenti anti-CGRP quali gli anticorpi monoclonali e, più di recente, la classe dei gepanti. Se ne è parlato in un incontro a Milano, promosso da AbbVie.

Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda ETS, parla di «salute di genere» e di uno stigma da combattere mentre la testimonianza diretta di una paziente - Alessandra Sorrentino, presidente di Al.Ce - Alleanza Cefalalgici e di Fondazione CIRNA - è ancora più cruda: «L’emicrania è una “ladra di vita”, ne soffro da quando avevo quattro anni e fino a qualche anno fa la condizione di disagio era pressoché continua, in quanto all’attacco acuto subentrava uno stato d’ansia dovuto al timore dell’attacco successivo. Le cose sono cambiate con il ricorso a una terapia di profilassi giusta».

E in effetti, afferma Pierangelo Geppetti, professore emerito di Farmacologia Clinica all’Università di Firenze, «negli ultimi anni, le opzioni terapeutiche a disposizione per il trattamento dell’emicrania sono notevolmente aumentate, grazie all’introduzione di terapie preventive sempre più mirate che contrastano il CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina). Il CGRP è il principale neuropeptide rilasciato dai terminali del nervo trigemino e che causa l’attacco emicranico. Oggi, dopo numerosi anni di studi, sono disponibili trattamenti specifici in grado di bloccare l’azione del CGRP e così prevenire gli attacchi. Gli obiettivi principali di una terapia preventiva, che generalmente viene prescritta quando il paziente riferisce 4 o più giorni al mese di emicrania, sono quelli di ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi e migliorare la qualità di vita del paziente, riportandolo ad una normale efficienza fisica. L’ottimo profilo di efficacia e di sicurezza degli anticorpi monoclonali anti-CGRP e, più recentemente, dei gepanti, ovvero piccole molecole dirette contro il recettore del CGRP, costituisce la base per un vero e proprio cambio di paradigma nella terapia dell’emicrania, ora più efficace e sicura rispetto alle precedenti cure. 

Gepanti, atogepant una nuova opzione rimborsato da Ssn

Atogepant è, a oggi, l’unico gepante rimborsato dal Servizio sanitario nazionale per il trattamento preventivo dell’emicrania negli adulti che presentano 8 o più giorni di emicrania al mese».

«Avere a disposizione un armamentario di terapie mirate agli attacchi e personalizzabili a seconda delle specificità e delle necessità del singolo paziente», aggiunge Cristina Tassorelli, ordinaria di Neurologia a Pavia e direttore dell’Headache Science Center dell’Istituto Neurologico Mondino di Pavia. «L’emicrania rappresenta una svolta positiva per loro, che possono approcciarsi alla quotidianità con una rinnovata accezione di “libertà”. Nello scenario terapeutico della prevenzione dell’emicrania, atogepant è una nuova opzione che si è rivelata efficace. I dati che provengono dagli studi clinici ci dicono che, negli studi a lungo termine in aperto, quasi la metà delle persone con emicrania episodica ha ottenuto la totale libertà dall’emicrania, nell’ultimo mese di trattamento con atogepant a un anno di terapia».

Quando si parla di emicrania - fa notare Alessandro Padovani, presidente della Società italiana di neurologia - occorre anche metterla in rapporto con una medicina del territorio che fa fatica a conferirle il giusto peso: «Si tende a minimizzare la portata della patologia, la medicina generale tende a ragionare per grandi aree di patologia: diabete, oncologia… con l’effetto di esercitare sull’emicrania uno stigma al contrario». Ovvero una sottovalutazione del fenomeno. Allo stesso tempo i circa quattromila neurologi che operano in Italia, tra pubblico e privato, non sembrano in grado di prendersi in carico tutti pazienti che soffrono della malattia, soprattutto quelli delle aree più periferiche. 

Conclude Caterina Golotta, medical director di AbbVie Italia, ribandendo l’impegno del gruppo «nel riscrivere la storia dei pazienti che convivono con la malattia. In particolar modo nel campo dell’emicrania, in cui siamo presenti con più di un’opzione terapeutica per rispondere ai bisogni non ancora soddisfatti. Crediamo che l’ascolto, la pronta risposta e il favorire una presa in carico efficace, innovativa e personalizzata, possano contribuire a un miglior esito delle cure».

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