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Farmaci

25 Settembre 2023

Tumori, Ferrucci (Ieo): per vaccini e terapie cellulari evoluzione è rapida

A Milano in questi giorni "abbiamo potuto toccare con mano l'evoluzione molto rapida che sta avendo la tecnologia dei vaccini a mRna" contro il cancro. E anche "le terapie cellulari" dopo lunghi decenni di ricerca sono arrivate a un "punto di svolta". Sono queste alcune delle frontiere che si aprono nel mondo dell'immunoterapia


A Milano in questi giorni "abbiamo potuto toccare con mano l'evoluzione molto rapida che sta avendo la tecnologia dei vaccini a mRna" contro il cancro. E anche "le terapie cellulari" dopo lunghi decenni di ricerca sono arrivate a un "punto di svolta". Sono queste alcune delle frontiere che si aprono nel mondo dell'immunoterapia. Gli ultimi avanzamenti sono stati discussi proprio nel capoluogo lombardo, al Cicon23 (International Cancer Immunotherapy Conference), evento organizzato dal Network italiano per la bioterapia e l'immunoterapia dei tumori (Nibit), che si è chiuso sabato. A tirare le somme con uno sguardo al futuro è Pier Francesco Ferrucci, presidente del Nibit e direttore dell'Unità di bioterapia dei tumori all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano.

"Cominciando proprio dai vaccini a mRna - osserva lo specialista - abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissi: oltre a toccare con mano l'evoluzione rapida della tecnologia, siamo riusciti a mettere nella stessa stanza le due aziende che stanno lavorando più di ogni altra in questa direzione", Moderna e BioNTech, "e non è banale. I dati presentati da Jeffrey Weber", professore di Oncologia e vicedirettore del Nyu Langone Perlmutter Cancer Center, sul vaccino a mRna contro il melanoma "confermano quelli già presentati quest'anno all'Asco", il congresso dell'American Society of Clinical Oncology, "ma con un follow up dei pazienti leggermente più lungo e con l'aggiunta anche dei dati della sopravvivenza libera da metastasi a distanza. Una riduzione del 65% del rischio di avere metastasi a distanza è un dato eccezionale".

"È vero - ammette Ferrucci - si tratta di pochi pazienti trattati con questa combinazione vaccino più pembrolizumab", che è un'immunoterapia, "però sono dati molto consistenti. E lo studio di fase 3 è già partito. Quindi io credo che questo riuscirà a confermare in un tempo non troppo lungo questi dati dandoci un'ulteriore opzione terapeutica in questi pazienti". Per quanto riguarda invece "BioNTech - prosegue l'esperto - anche loro sono abbastanza avanti e sono riusciti a sviluppare questa tecnologia anche per altri tumori oltre al melanoma, fra cui tumore al seno, al polmone, al colon. Insomma, si sta andando avanti molto più velocemente di quanto si poteva pensare".
Ci sono, puntualizza Ferrucci, "delle difficoltà che sono prevalentemente di tipo organizzativo-legislativo, perché mettere in piedi degli studi di fase 3 con tanti pazienti non solo costa, ma richiede di scrivere dei protocolli fatti bene che possano essere realizzati ed eseguiti in tanti istituti di tutto il mondo. È una fase molto delicata anche quella della preparazione dei protocolli di somministrazione". Altro tema sotto i riflettori nell'appuntamento scientifico milanese è il ruolo di potenziale alleato nella lotta ai tumori del metabolismo, "che in parte di può anche legare al microbiota e alle caratteristiche della qualità di vita che ciascuno di noi svolge".

Un grande capitolo è infine quello delle terapie cellulari. A fare il punto sono grandi nomi internazionali a cominciare da Chiara Bonini", oggi professore ordinario di Ematologia all'università Vita-Salute San Raffaele, che da studentessa nel gruppo diretto da Claudio Bordignon pubblicò nel 1997 su 'Science' il primo lavoro di ingegneria genetica dei linfociti. C'è poi "Gianpietro Dotti", ricercatore italiano in forze negli Usa. E l'immunoncologo "George Coukos, che ha parlato di un'altra importante strategia: quella dei Til, i linfociti infiltranti il tumore, un'altra delle terapie che si cerca di sviluppare e su cui si lavora da un sacco di tempo, dai primi studi del pioniere Steve Rosenberg a fine anni '80. Ma adesso come per l'mRna siamo riusciti a trovare strategie che consentono non solo di espandere questi linfociti specifici verso il tumore ma anche di renderli attivi e maggiormente capaci di svolgere la loro funzione di identificazione ed eliminazione delle cellule tumorali".

Come si colloca la ricerca italiana in questa corsa verso il futuro? "L'Italia - conclude Ferrucci - è sempre stata considerata un'ottima palestra scientifica. Abbiamo una qualità dei ricercatori elevatissima e una scarsità di mezzi che va altrettanto sottolineata. Il Nibit che presiedo ha proprio nella sua missione quella di ribaltare questa situazione creando network, facendo sì che sempre più scienziati italiani riescano ad accedere a fondi internazionali e a ricerche di collaborazione che si svolgono con altri prestigiosi istituti fuori dal Paese. In questo modo avremo la possibilità di accelerare anche l'accesso a terapie nuove quando si renderanno disponibili, partecipando a tutte le fasi di sviluppo".

TAG: VACCINI

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