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26 Agosto 2026

Emergenza Ebola in Congo: autorizzate 70.000 dosi di vaccino Ervebo e via allo studio di Fase 3

L'ICG approva il rilascio di 70.000 dosi di vaccino Ervebo per la Repubblica Democratica del Congo. Al via un trial di Fase 3 contro il virus Bundibugyo


siringa farmaco vaccino

Il Gruppo di Coordinamento Internazionale sulla Fornitura di Vaccini (ICG) ha autorizzato il rilascio immediato di 70.000 dosi del vaccino Ervebo a favore del governo della Repubblica Democratica del Congo per contrastare l'attuale focolaio causato dal virus Bundibugyo. Lo stanziamento, finanziato da Gavi, la Vaccine Alliance, mira a contenere una forma specifica di febbre emorragica precedentemente nota come Zaire ebolavirus, per la quale il farmaco è regolarmente registrato e raccomandato. La decisione rappresenta uno snodo cruciale per il management sanitario e la salute globale in quanto unisce l'esigenza di una risposta d'emergenza sul campo a una rigorosa indagine scientifica di fase avanzata.

La distribuzione del contingente di vaccini è stata strutturata per rispondere a due diverse necessità operative definite sulla base delle raccomandazioni fornite dal Gruppo Strategico Consultivo di Esperti sull'Immunizzazione dell'OMS. Una quota pari a 50.000 dosi sarà destinata alla protezione immediata degli operatori sanitari e del personale di prima linea impegnato nel contenimento del contagio. Le restanti 20.000 dosi saranno invece impiegate per l'avvio di un formidabile studio clinico di Fase 3, progettato specificamente per valutare l'efficacia del vaccino contro il ceppo Bundibugyo. Al momento non vi sono certezze sull'effettiva capacità protettiva di Ervebo verso questa specifica variante nell'uomo, sebbene i primi dati di laboratorio e i modelli animali suggeriscano la presenza di una parziale protezione crociata.

La conduzione della sperimentazione clinica e la parallela somministrazione emergenziale pongono importanti sfide sul piano bioetico e comunicativo per i decisori del settore sanitario. Le organizzazioni internazionali sottolineano come sia essenziale garantire alle popolazioni locali un'informazione trasparente e accessibile in merito ai rischi, ai potenziali benefici e ai limiti intrinseci di questo utilizzo terapeutico, assicurando la raccolta di un consenso informato pienamente consapevole. L'iniziativa ha raccolto il pieno supporto congiunto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, i quali promuovono una strategia di risposta guidata dalle comunità locali come motore per rafforzare la preparazione del continente verso future minacce epidemiche.

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