Salute orale
29 Giugno 2026Presentata al Congresso internazionale della salute orale un'analisi basata su 106 studi. Schillaci: "Accolgo con interesse il Manifesto". L'appello: investire su educazione, prevenzione e persone fragili

La salute orale non riguarda soltanto denti e gengive, ma ha un impatto diretto sulla salute generale e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Investire nella prevenzione significa infatti ridurre non solo i costi odontoiatrici, ma anche quelli legati alla gestione delle malattie croniche, come diabete e patologie cardiovascolari. È quanto emerge dalla nuova umbrella review "Salute orale: scenari globali e prospettive", realizzata dall'Università Bocconi sulla base di 106 studi pubblicati negli ultimi dieci anni e presentata a Roma nel corso del Congresso Internazionale della Salute Orale (CISO), promosso da Curasept in occasione del suo venticinquesimo anniversario. Lo studio evidenzia come una scarsa salute orale possa aggravare il decorso di numerose patologie croniche, aumentando il carico assistenziale e la spesa sanitaria. Al contrario, programmi di prevenzione e diagnosi precoce sono in grado di produrre benefici clinici, economici e sociali, contribuendo alla sostenibilità del sistema sanitario.
Proprio su questi principi si fonda il primo Manifesto della Salute Orale, sottoscritto durante il Congresso da dieci società scientifiche, con l'obiettivo di promuovere l'integrazione della salute orale nelle strategie di prevenzione e nella gestione delle cronicità. L'iniziativa ha ricevuto il sostegno del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che in un messaggio inviato ai partecipanti ha sottolineato come "la salute orale sia parte integrante della salute della persona" e debba essere pienamente inserita nelle strategie di prevenzione e promozione della salute. "Accolgo con interesse il Manifesto che oggi viene sottoscritto, che rappresenta un passo significativo verso una più stretta collaborazione tra comunità scientifica, professionisti della salute e istituzioni", ha dichiarato il ministro. L'analisi richiama anche alcuni dati epidemiologici che evidenziano la crescente rilevanza del problema. In Europa le persone tra i 20 e i 79 anni con diabete sono passate da 22,4 milioni nel 2000 a 65,6 milioni nel 2024. In Italia i pazienti sono aumentati da 3,1 a 5 milioni, raggiungendo una prevalenza del 7% della popolazione adulta. Secondo i ricercatori, proprio la crescita delle patologie croniche rende sempre più necessario integrare la salute orale nei percorsi assistenziali, superando una visione limitata alle sole cure odontoiatriche. Lo studio evidenzia inoltre importanti disuguaglianze nell'accesso alle cure: nel 2024, in Europa, le persone a rischio di povertà hanno rinunciato alle cure odontoiatriche quasi tre volte più frequentemente rispetto al resto della popolazione.
L'umbrella review del CERGAS Bocconi, in linea con la strategia globale dell'Organizzazione mondiale della sanità 2023-2030, indica come più efficaci gli interventi che combinano educazione sanitaria, prevenzione clinica, coinvolgimento delle famiglie, programmi scolastici e supporto comportamentale. Le evidenze risultano particolarmente solide nei bambini e negli adolescenti, mentre emerge la necessità di rafforzare ricerca e interventi dedicati agli anziani, alle persone fragili e ai pazienti affetti da patologie croniche. Per Francesco Billari, rettore dell'Università Bocconi, "la salute orale non è un tema marginale né separato dal resto della salute: incide sulla prevenzione, sulla gestione delle cronicità e sulla sostenibilità del Servizio sanitario". Lo studio, ha aggiunto, contribuisce a individuare gli ambiti nei quali gli interventi producono il maggiore impatto, offrendo indicazioni utili per orientare le politiche sanitarie. Secondo gli autori dello studio, il contesto europeo richiede oggi un cambio di paradigma: la salute orale deve entrare stabilmente nelle strategie di prevenzione, nell'assistenza territoriale e nei percorsi di presa in carico dei pazienti cronici, valutando non solo gli effetti clinici degli interventi, ma anche il loro impatto economico, sociale e organizzativo. "La salute orale è oggi riconosciuta come una componente essenziale della salute della persona e del benessere collettivo", ha commentato Stefano Giovannardi, presidente di Curasept. "Le evidenze dimostrano che investire in prevenzione, educazione e diagnosi precoce significa migliorare gli esiti clinici, ma anche contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari. Con il Congresso Internazionale della Salute Orale e il Manifesto vogliamo favorire una nuova cultura della prevenzione e rafforzare l'integrazione della salute orale nei percorsi di cura delle patologie croniche".
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