Porti
07 Agosto 2026L’associazione accoglie positivamente le linee guida nazionali sull’elettrificazione delle banchine e chiede rinnovabili, rinnovo della flotta e monitoraggio sanitario
Le nuove linee guida nazionali sul cold ironing rappresentano un passo avanti per ridurre le emissioni prodotte dalle navi durante la sosta nei porti, ma devono essere accompagnate da un piano più ampio su energia, rinnovo della flotta e monitoraggio degli effetti ambientali e sanitari. È la posizione espressa da ISDE Italia dopo l’adozione delle linee guida da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo l’associazione, l’alimentazione elettrica delle navi all’ormeggio può contribuire a ridurre le emissioni di ossidi di azoto, biossido di zolfo, particolato fine e ultrafine, black carbon e altri inquinanti derivanti dalla combustione dei combustibili navali, con potenziali benefici per le popolazioni residenti nelle aree portuali.
ISDE sottolinea tuttavia che il cold ironing deve essere considerato «un punto di partenza e non il punto di arrivo». Le linee guida, secondo l’associazione, costituiscono uno strumento regolatorio ma non definiscono ancora una strategia complessiva per la transizione energetica e sanitaria dei porti italiani. Nel comunicato ISDE richiama i dati del rapporto “Cambiamo Aria! – Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane 2025”. Per il biossido di azoto, Napoli, Palermo, Genova e Catania risultano tra le città che superano il limite annuale vigente. Considerando il nuovo limite previsto dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria, vengono indicati 197 giorni di superamento a Napoli, 173 a Palermo, 100 a Genova e 82 a Messina. L’associazione precisa che questi dati non possono essere attribuiti esclusivamente al traffico marittimo. Nelle città portuali le emissioni delle navi si aggiungono infatti a quelle provenienti dal traffico urbano, dalla logistica e dalle attività industriali.
Tra le richieste avanzate figura la pubblicazione di un cronoprogramma nazionale dell’elettrificazione delle banchine, con indicazione delle opere previste, delle scadenze, delle risorse disponibili, del fabbisogno energetico aggiuntivo, della quota di energia da fonti rinnovabili e degli indicatori di avanzamento. ISDE ritiene inoltre necessario che l’aumento dei consumi elettrici dei porti sia accompagnato prioritariamente dallo sviluppo di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’associazione chiede anche un programma nazionale per il rinnovo della flotta italiana, con priorità ai traghetti. Sul fronte sanitario, ISDE propone l’istituzione presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di un Osservatorio nazionale “Porti, Qualità dell’Aria e Salute”. Il monitoraggio dovrebbe comprendere NOx, SO₂, PM10, PM2,5, particolato ultrafine, black carbon, composti organici volatili e metalli, oltre al rumore ambientale.
Secondo la proposta, l’Osservatorio dovrebbe inoltre seguire indicatori sanitari, ricoveri ospedalieri, mortalità e popolazione esposta, valutando periodicamente gli effetti degli interventi realizzati. «La transizione dei porti italiani non dovrà essere valutata soltanto dal numero di banchine elettrificate, ma soprattutto dalla capacità di migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’esposizione agli inquinanti e proteggere concretamente la salute delle persone che vivono e lavorano nelle città portuali», conclude ISDE Italia.
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