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07 Agosto 2026

Farmaceutica, Cattani: manovra 2027 decisiva per competitività e investimenti

Il presidente di Farmindustria sul Sole 24 Ore: "Servono scelte coerenti per difendere il ruolo dell'Italia". Tra le priorità il superamento del payback, un nuovo strumento di early access e più investimenti in innovazione


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"La legge di Bilancio per il 2027 sarà uno dei principali banchi di prova della capacità dell'Italia di difendere e rafforzare la propria competitività". È il messaggio lanciato da Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, in un intervento pubblicato sul Sole 24 Ore, nel quale traccia le priorità per il settore farmaceutico alla vigilia della prossima manovra. La premessa è il peso crescente della farmaceutica nell'economia italiana. Nel 2025, ricorda Cattani, il settore è stato il primo comparto per quota dell'Italia sull'export mondiale, secondo l'annuario Istat-ICE sulle attività internazionali delle imprese. Un risultato confermato anche nella prima metà del 2026, quando la produzione industriale farmaceutica è cresciuta del 3,3%, contro lo 0,5% della media. "Ma nella nuova geografia della crescita nessun risultato è acquisito", avverte Cattani. Le grandi economie stanno infatti intensificando le politiche per attrarre ricerca, produzione e occupazione, mentre il settore farmaceutico è coinvolto in dinamiche geoeconomiche che possono spostare rapidamente gli investimenti da un Paese all'altro. Da qui la richiesta di una politica industriale più incisiva. Secondo il presidente di Farmindustria, la manovra dovrà individuare con chiarezza le filiere strategiche da valorizzare e prevedere misure in grado di premiare gli investimenti realizzati in Italia. La farmaceutica, sottolinea, ha tutte le caratteristiche per essere considerata una filiera strategica, come evidenziato anche dal Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nelle Considerazioni finali della Relazione 2026.

Tra le priorità indicate da Cattani c'è il superamento del payback, definito "un obiettivo principale" per il settore. L'onere per le imprese, secondo Farmindustria, è pari a quasi 3 miliardi di euro l'anno e deriva da regole considerate non più adeguate al contesto attuale. "Una zavorra per la nostra competitività", sostiene Cattani, che rischia di pesare sulle decisioni delle aziende internazionali in materia di investimenti. Il superamento potrebbe avvenire secondo un percorso graduale. La proposta è partire da una riduzione dell'onere e dalla fissazione di un limite massimo per un biennio, introducendo anche meccanismi premiali per le imprese che investono ed escludendo i plasmaderivati, per arrivare successivamente al superamento del sistema e a una nuova governance della spesa basata sul valore. Sul tema, aggiunge Cattani, pesa anche il contenzioso davanti alla Corte costituzionale, dopo che il Tar del Lazio ha sollevato questioni di legittimità costituzionale sul payback. "Il legislatore non può restare in attesa", afferma.

 

Un'altra priorità riguarda l'accesso all'innovazione. Per Farmindustria occorre accelerare l'arrivo delle nuove terapie ai pazienti, introducendo un nuovo strumento di early access e intervenendo sulle disuguaglianze territoriali. L'obiettivo è ridurre i tempi tra disponibilità di una nuova terapia e accesso effettivo da parte dei pazienti, aumentando contemporaneamente gli investimenti in ricerca e innovazione. Cattani richiama in questo senso anche il divario negli investimenti: il benchmark internazionale per i prodotti coperti da brevetto è indicato nell'1,32% del Pil negli Stati Uniti, mentre l'Italia si ferma allo 0,79%.

TAG: FARMINDUSTRIA, MANOVRA, MARCELLO CATTANI

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