Dispositivi medici
17 Giugno 2026La survey di Confindustria Dispositivi Medici: il 58% delle imprese rendiconta le performance ESG e il 62% possiede certificazioni dedicate. Oltre la metà delle piccole aziende non ha però personale specializzato

La sostenibilità sta diventando un elemento strutturale per l'industria dei dispositivi medici, ma il percorso verso la piena integrazione dei criteri ESG procede ancora a velocità diverse tra grandi aziende e PMI. Oggi il 58% delle imprese del settore rendiconta le proprie performance ambientali, sociali e di governance, mentre il 62% dispone già di certificazioni dedicate. A rallentare la transizione sono soprattutto le realtà di dimensioni più ridotte, dove oltre un'azienda su due non ha personale dedicato alla sostenibilità. È quanto emerge dalla Relazione di impatto 2025 e dalla survey realizzata da Confindustria Dispositivi Medici tra le aziende associate, presentate a Milano in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione.
L'indagine evidenzia come il tema ESG abbia ormai superato la fase delle dichiarazioni di principio per entrare nelle strategie industriali delle imprese. Un terzo delle aziende (33,3%) ha già sviluppato un percorso strutturato di sostenibilità, mentre un ulteriore 24,4% prevede di farlo entro i prossimi tre anni. Un dato che conferma la crescente attenzione del comparto verso gli aspetti ambientali, sociali e di governance, anche alla luce delle richieste provenienti dal mercato, dagli investitori e dal quadro normativo europeo. "La sostenibilità nel settore è già entrata nella dimensione industriale", ha dichiarato Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici. "Ma è una transizione ancora disomogenea: le grandi imprese sono più strutturate, mentre molte PMI hanno bisogno di strumenti e competenze per affrontare questo percorso".
Proprio il divario organizzativo tra imprese emerge come uno degli elementi più significativi della rilevazione. Nelle piccole aziende il 53% non dispone di figure dedicate alla sostenibilità e la presenza di competenze specialistiche risulta strettamente collegata alla capacità di misurare, rendicontare e integrare gli obiettivi ESG nei processi aziendali. Il tema delle competenze è destinato ad assumere un peso crescente anche alla luce delle nuove esigenze di compliance e delle normative ambientali che interessano il settore. Secondo l'associazione, si apre una riflessione sul ruolo del professionista della sostenibilità all'interno delle organizzazioni e sulla necessità di rafforzare le competenze tecniche in materia ESG, soprattutto nelle realtà di minori dimensioni.
Sul fronte delle priorità, le imprese stanno concentrando gli investimenti soprattutto sugli aspetti ambientali. Riduzione delle emissioni, efficientamento energetico e ottimizzazione dei processi rappresentano le aree di intervento più sviluppate. Parallelamente cresce l'attenzione verso gli aspetti sociali e di governance, considerati sempre più strategici per la competitività e l'accesso al mercato. Per accompagnare questa evoluzione, Confindustria Dispositivi Medici ha scelto di adottare gli standard volontari VSME come riferimento per la rendicontazione ESG, con l'obiettivo di favorire modelli più semplici e proporzionati alle dimensioni aziendali, in particolare per le PMI. L'associazione punta inoltre a sostenere le imprese attraverso attività di formazione, consulenza e strumenti operativi dedicati. Secondo Faltoni, la sostenibilità non può più essere considerata soltanto un adempimento normativo o un fattore reputazionale. "È uno strumento di orientamento delle strategie aziendali e sta diventando un fattore di competitività per il settore dei dispositivi medici", ha sottolineato.
La transizione ESG si intreccia infatti sempre più con l'innovazione tecnologica e con l'evoluzione dei modelli di cura. Da un lato, investitori e sistema finanziario utilizzano le metriche di sostenibilità per valutare governance, gestione del rischio e continuità operativa delle imprese. Dall'altro, il sistema sanitario è chiamato a contribuire alla riduzione dell'impatto ambientale e a migliorare equità ed efficienza secondo un approccio One Health. La sfida dei prossimi anni sarà quindi evitare che la sostenibilità diventi un fattore di ulteriore divario tra grandi e piccole imprese. Per il settore dei dispositivi medici, la capacità di estendere competenze, strumenti e modelli di rendicontazione lungo tutta la filiera rappresenterà uno degli elementi decisivi per trasformare gli obiettivi ESG in innovazione industriale e crescita.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
17/06/2026
L'epidemia in Congo supera gli 800 casi e arriva sul tavolo del Consiglio europeo. Il G7 invoca una risposta coordinata, mentre la Croce Rossa avverte: "Il picco potrebbe essere ancora lontano"
17/06/2026
Finanziamento sovra-sottoscritto. Tra gli investitori Wallaby Spa, Eureka! Venture SGR, Indaco Ventures SGR e venture debt BEI. Laura Iris Ferro nominata presidente
16/06/2026
Il ministro della Salute fa il punto sull'attuazione della Missione Salute del Pnrr: superato l'obiettivo sulla telemedicina con oltre 566.000 assistiti
16/06/2026
Secondo il Sole 24 Ore, l'Agenzia starebbe studiando un sistema basato su gruppi terapeutici più ampi per definire il rimborso dei farmaci a brevetto scaduto
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)