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16 Giugno 2026

Università telematiche, iscritti quintuplicati in dieci anni. Cresce la formazione digitale

Secondo il primo Rapporto Censis-United, gli studenti degli atenei telematici superano quota 309.000


studenti

Gli iscritti alle università telematiche sono aumentati di quasi il 470% negli ultimi dieci anni e oggi superano le 309.000 unità, pari al 15,3% degli studenti universitari italiani. Nello stesso periodo i laureati sono cresciuti di oltre l'860%, fino a rappresentare il 18% del totale nazionale. È quanto emerge dal primo Rapporto Censis-United sulla didattica digitale, presentato a Roma e realizzato su un campione di 3.993 laureati delle sette università telematiche associate a United.

Secondo l'indagine, gli atenei digitali sono percepiti sempre più come una componente strutturale del sistema universitario italiano. L'86,8% dei laureati ritiene che siano maggiormente in grado di rispondere alle nuove esigenze tecnologiche della società contemporanea, mentre l'82,7% ne evidenzia il contributo all'apprendimento permanente e all'aggiornamento delle competenze professionali.

Per l'81,6% degli intervistati, università telematiche e università tradizionali rappresentano modelli formativi complementari, capaci di rispondere a esigenze differenti. Inoltre, il 78,9% dei laureati si dichiara d'accordo sul contributo degli atenei digitali al progresso culturale e scientifico del Paese.

Il profilo degli studenti evidenzia una forte presenza di lavoratori adulti. Al momento dell'iscrizione il 75,3% risultava occupato, quasi il 40% aveva almeno 46 anni e oltre la metà risiedeva nel Mezzogiorno. Le donne rappresentano il 53,7% dei laureati intervistati.

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal rapporto riguarda l'accesso agli studi universitari. Il 45,1% dei laureati afferma che senza la possibilità di frequentare un'università telematica non avrebbe conseguito la laurea, mentre il 39,4% ritiene che avrebbe raggiunto il titolo solo in tempi più lunghi. La quota sale tra i diplomati degli istituti tecnici e professionali, tra chi proviene da famiglie con livelli di istruzione più bassi e tra le persone con responsabilità familiari.

La possibilità di conciliare studio, lavoro e vita privata resta il principale fattore di scelta. Il 73,7% degli intervistati indica la compatibilità con l'attività lavorativa come motivazione principale dell'iscrizione, mentre il 55,5% richiama esigenze organizzative e familiari. Oltre nove laureati su dieci si dichiarano soddisfatti del percorso svolto.

Sul versante tecnologico, oltre il 96% valuta positivamente l'accessibilità dei materiali didattici e delle piattaforme digitali. Il 78,4% esprime inoltre un giudizio favorevole sull'utilizzo di strumenti innovativi come intelligenza artificiale, laboratori virtuali e ambienti immersivi.

Il rapporto evidenzia anche una percezione positiva dell'utilità professionale del titolo. Tra coloro che hanno trovato o cambiato lavoro entro un anno dalla laurea, il 79,1% considera il percorso universitario utile per l'inserimento o la crescita professionale. Resta tuttavia aperta la questione del riconoscimento delle lauree telematiche nel mercato del lavoro: il 57,2% degli intervistati ritiene che tali titoli non siano ancora adeguatamente valorizzati dai datori di lavoro.

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