liste attesa
12 Giugno 2026Cittadinanzattiva presenta il Rapporto Pit Salute 2026. Oltre 14mila segnalazioni nel 2025: quasi una su due riguarda difficoltà di accesso a visite ed esami. Il 14 giugno la Giornata dei diritti del malato

Una mammografia programmata può richiedere fino a 480 giorni di attesa, mentre per una colonscopia urgente, che dovrebbe essere effettuata entro 72 ore, si può arrivare ad aspettare oltre un mese. È la fotografia scattata dal Rapporto Pit Salute 2026 di Cittadinanzattiva, presentato a Roma in occasione dei 30 anni di attività dei Punti di Intervento e Tutela (Pit), la rete che dal 1996 raccoglie le segnalazioni dei cittadini sui disservizi sanitari. Nel corso del 2025 sono state registrate 14.176 segnalazioni. A pesare maggiormente sono le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, che rappresentano il 48,2% del totale. In particolare, il 62,2% delle criticità riguarda i tempi di attesa per visite ed esami diagnostici, mentre il 37,2% è legato a problemi di prenotazione, come agende chiuse o bloccate.
"Nei trent'anni di attività dei Pit Salute abbiamo dato voce a oltre mezzo milione di persone, contribuendo a importanti conquiste per i diritti dei cittadini e dei pazienti", ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. "Tuttavia, sui tempi di attesa i cittadini ancora non vedono pienamente rispettato il diritto all'accesso alle cure". I dati mostrano ritardi significativi rispetto ai tempi previsti dai codici di priorità. Per una mammografia con priorità breve, da effettuare entro dieci giorni, l'attesa può arrivare a 102 giorni. Una visita cardiologica in classe B può richiedere fino a 42 giorni, mentre per una visita oncologica differibile si arriva a sei mesi. Tra i casi più critici figurano inoltre le visite oculistiche programmate, per le quali sono stati segnalati tempi fino a 483 giorni, e le visite ginecologiche di controllo, che in alcuni casi sfiorano i due anni di attesa. Dopo le liste d'attesa, il secondo ambito di criticità riguarda l'assistenza territoriale, che raccoglie il 19,7% delle segnalazioni. Le problematiche più frequenti riguardano il rapporto con medici di medicina generale e pediatri, l'accesso ai servizi di salute mentale, le Rsa e l'assistenza domiciliare integrata. In crescita anche le difficoltà nell'assistenza protesica e integrativa, passate dallo 0,9% al 7% delle segnalazioni in un solo anno.
Nel corso della presentazione è intervenuto con un videomessaggio il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha riconosciuto la persistenza delle criticità ma ha sottolineato i primi risultati delle misure adottate. "Si tratta di problemi che si sono cronicizzati negli anni. Sappiamo bene che non tutto è risolto, ma il cambiamento è stato avviato", ha affermato il ministro, ricordando il monitoraggio di 65 milioni di prenotazioni attraverso la piattaforma nazionale per le liste d'attesa e i miglioramenti registrati in 16 Regioni. L'appuntamento si inserisce nelle celebrazioni per la Giornata dei diritti del malato, che si terrà il 14 giugno. Per l'occasione Cittadinanzattiva promuoverà circa 60 iniziative in piazza in tutta Italia per offrire informazioni e tutela ai cittadini sui temi dell'accesso alle cure, del rapporto con i medici e dell'assistenza sanitaria.
Anna Capasso
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