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Dispositivi medici

03 Marzo 2026

Ipoacusia, 112mila under 14 coinvolti. Anifa chiede aggiornamento dei Lea

Alla vigilia della Giornata mondiale dell’udito 2026, Anifa richiama i dati EuroTrak 2025 


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In Italia 112mila under 14 soffrono di ipoacusia. Il dato emerge da EuroTrak 2025 ed è richiamato da ANIFA – Associazione nazionale fabbricanti di audioprotesi, parte di Confindustria Dispositivi Medici, in vista della Giornata mondiale dell’udito che l’Oms celebra il 3 marzo. Secondo il comunicato, nel Paese sono circa 7 milioni le persone con ipoacusia, pari al 12,4% della popolazione. Tra questi, 112mila sono under 14 (1,6%) e 300mila under 24 (4,4%). Dati che, sottolinea l’associazione, evidenziano l’importanza della collaborazione tra scuola, territorio e sistema sanitario per garantire interventi tempestivi e inclusivi.

“Oggi la tecnologia per la diagnosi e la riabilitazione uditiva è disponibile ed è sempre più avanzata: la vera sfida è fare in modo che possa raggiungere tutti i bambini nei tempi giusti e accompagnarli lungo l’intero percorso di crescita”, afferma Sandro Lombardi, presidente di Anifa. L’innovazione nei dispositivi medici per l’udito, aggiunge, interviene in tutte le fasi della presa in carico: diagnosi precoce, strumenti portatili e teleaudiologia per ampliare l’accesso, dispositivi meno invasivi e personalizzati, collegamento tra ospedale, territorio e scuola.

Secondo EuroTrak 2025, il 96% degli utilizzatori di apparecchi acustici dichiara un miglioramento della qualità della vita e il 67% avrebbe voluto intervenire prima. “In Italia lo screening neonatale rappresenta una grande conquista, ma le principali disuguaglianze emergono spesso dopo la diagnosi, nei tempi di presa in carico, nella continuità dei percorsi riabilitativi e nel supporto alle famiglie”, osserva Lombardi.

Tra le criticità indicate: burocrazia, modelli di rimborso non sempre aggiornati, carenza di personale formato e differenze territoriali nelle modalità di procurement. Per questo, conclude il presidente di Anifa, è “fondamentale un aggiornamento periodico dei Lea, che consenta di liberare risorse da tecnologie ormai superate e di garantire l’accesso alle soluzioni più innovative e appropriate”, oltre a rafforzare l’informazione sulla salute uditiva e costruire percorsi di cura multidisciplinari.

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