Cure domiciliari
17 Dicembre 2024Confindustria Dispositivi Medici Home & Digital Care ha sviluppato un position paper in cui propone tre direttrici chiave per garantire un sistema di cure domiciliari evoluto e integrato, mirando a rendere la casa il “primo luogo di cura”

Dalla revisione dei criteri nazionali di accreditamento, passando per una qualifica dei profili assistenziali, fino all’utilizzo di strumenti tecnologici per un sistema integrato. Confindustria Dispositivi Medici Home & Digital Care ha sviluppato un position paper in cui propone tre direttrici chiave per garantire un sistema di cure domiciliari evoluto e integrato, mirando a rendere la casa il "primo luogo di cura". Nel contesto sanitario italiano, le cure domiciliari stanno emergendo come un pilastro fondamentale per affrontare le sfide legate all'invecchiamento della popolazione e alla crescente domanda di assistenza per i pazienti fragili, come anziani, cronici e non autosufficienti. Il documento analizza lo stato attuale dei servizi e propone azioni concrete per migliorare l'efficienza, la qualità e la sostenibilità delle prestazioni domiciliari, con un'attenzione particolare alla telemedicina e all'innovazione tecnologica.
Il contesto attuale
L’assistenza domiciliare in Italia è già riconosciuta come un ambito privilegiato di intervento nel sistema sanitario nazionale, come sancito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che punta ad aumentare il volume delle prestazioni domiciliari, con l’obiettivo di coprire il 10% della popolazione over 65 entro il 2026. Tuttavia, la realtà odierna è caratterizzata da una frammentazione tra le diverse regioni, che spesso interpretano l'assistenza domiciliare in modo limitato, focalizzandosi esclusivamente sulle prestazioni sanitarie, senza integrare appieno le potenzialità offerte dalla telemedicina e dalle tecnologie per il monitoraggio remoto dei pazienti.
Tre proposte chiave per un modello evoluto
Per rispondere alle esigenze emergenti e garantire una gestione efficace e integrata delle cure domiciliari, Confindustria Dispositivi Medici propone tre focus principali, partendo dalla revisione dei criteri nazionali di accreditamento. Un'analisi a tre anni dall’introduzione dell'Accordo Stato-Regioni evidenzia la necessità di semplificare e rendere più efficaci le procedure di accreditamento per gli erogatori di cure domiciliari. Tra le proposte in questo ambito, l’introduzione di criteri più chiari e snelli per l’accettazione degli enti accreditati, l’obbligo di utilizzo della cartella clinica digitale e di piattaforme di telemedicina certificate, e la definizione di tariffe specifiche che includano l’impiego di tecnologie avanzate e dispositivi medici per la gestione del paziente a domicilio. Come secondo punto, c’è la qualifica dei profili assistenziali. Il documento sottolinea, infatti, l'importanza di un approccio multidisciplinare e flessibile, che superi l’attuale modello basato sulla semplice intensità assistenziale. L’introduzione di profili assistenziali specifici per patologia, come per esempio quelli per pazienti respiratori, diabetici o cronici, consentirebbe una presa in carico più personalizzata e mirata, in grado di rispondere meglio alle necessità di ciascun paziente, con l'ausilio delle tecnologie per il monitoraggio remoto e la telemedicina. Il terzo focus riguarda gli strumenti tecnologici per un sistema integrato. La telemedicina rappresenta una delle principali innovazioni per il futuro delle cure domiciliari. L’utilizzo di sistemi di telemonitoraggio e di piattaforme per la televisita e la teleriabilitazione consentirebbero di ottimizzare l’utilizzo delle risorse sanitarie, migliorare l’assistenza ai pazienti cronici, ridurre i ricoveri ospedalieri e monitorare costantemente i parametri vitali. Due modelli proposti di telemonitoraggio avanzato, con o senza centrale medica, potrebbero diventare parte integrante dei requisiti di accreditamento per gli erogatori di cure domiciliari.
Verso un futuro di cure domiciliari integrate
Il position paper di Confindustria Dispositivi Medici evidenzia la necessità di un cambiamento radicale nel modo in cui vengono gestite le cure domiciliari. Il modello proposto non si limita a migliorare l’efficienza e la qualità dell’assistenza, ma pone al centro la persona, favorendo l’integrazione tra prestazioni sanitarie, tecnologie digitali e servizi di supporto. In questo modo, le case diventano non solo il luogo di cura, ma anche il centro di un sistema sanitario più sostenibile, capace di rispondere adeguatamente alla crescente domanda di assistenza da parte della popolazione fragile. L’evoluzione del sistema sanitario italiano passa quindi attraverso una revisione dei criteri di accreditamento, la qualificazione dei profili assistenziali e l'integrazione di strumenti tecnologici all’avanguardia, che possano rendere le cure domiciliari non solo una necessità, ma anche un’opportunità per un modello sanitario più umano, efficace e a misura di paziente.
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