Cure domiciliari
26 Settembre 2024“Domiciliarità e telemedicina sono tra le più importanti sfide per il futuro della sanità pubblica perché, come abbiamo visto durante il Covid, l’assenza di un presidio territoriale e domiciliare, non ha consentito un’adeguata assistenza”, spiega Filippo Lintas, Presidente Home and digital care di Confindustria Dispositivi Medici

“Domiciliarità e telemedicina sono tra le più importanti sfide per il futuro della sanità pubblica perché, come abbiamo visto durante il Covid, l’assenza di un presidio territoriale e domiciliare, non ha consentito un’adeguata assistenza”, spiega a Sanità33 Filippo Lintas, Presidente Home and digital care di Confindustria Dispositivi Medici. La riforma del Servizio sanitario nazionale prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede il passaggio dall'attuale impostazione ospedalocentrica a un modello di assistenza di prossimità, che individua nelle cure domiciliari uno dei principali assi di intervento per rispondere alle esigenze di salute delle persone anziane e dei pazienti cronici. Il modello organizzativo che Lintas propone, dunque, è quello degli home care provider.
Per Lintas l’unica strada percorribile per dare “una risposta concreta ai bisogni crescenti di salute” soprattutto nella popolazione fragile, “non è l’erogazione dei singoli servizi, ma di un percorso di presa in carico integrato”. Prevedere cioè “quell’insieme di prestazioni che includono la messa a disposizione di terapie domiciliari, l’assistenza domiciliare integrata, servizi di diagnostica domiciliare e una organizzazione che consenta di integrare la telemedicina sia nella remotizzazione dell’assistenza e del consulto specialistico, sia nella raccolta dei dati di salute, attraverso telediagnostica e telemonitoraggio”.
Le cure domiciliari stanno cambiando, quindi, anche il modello organizzativo deve essere modificato. I vantaggi della telemedicina come servizio integrato di raccolta dati al servizio dei professionisti sanitari “sarebbero quelli di offrire dei servizi di telemonitoraggio ad hoc che creano un percorso alternativo al ricovero, ovvero il controllo e verifica continui dei parametri per patologia, definendo degli standard con le società scientifiche in specifici PDTA. Non ci sostituiamo ai medici ma raccogliamo dati, integrando la gestione dei device con servizi alla persona. Questo consentirebbe di monitorare i pazienti a casa, senza doversi spostare, e di filtrare e segnalare attraverso il telemonitoraggio solo i casi di emergenza urgenza”, spiega Lintas. I servizi di telemedicina che monitorano il paziente a casa sua, inoltre, “possono rappresentare un modello alternativo all’ospedale, che contribuisce non solo allo smaltimento delle liste d’attesa e dei ricoveri impropri in emergenza urgenza, ma possono essere utili anche come modello infrastrutturale integrativo delle case di comunità, dando alle COT il compito di coordinare il flusso dei dati che arrivano dal domicilio”, sostiene.
In conclusione, Lintas evidenzia il tema della sostenibilità delle risorse economiche. “Curare a casa, di più e meglio, rappresenta un’eccellente alternativa ai ricoveri impropri in ospedale e contribuisce fortemente a renderlo più efficiente, sostenibile e ad aumentare la qualità di vita. Le cure domiciliari sono sostenibili per la pubblica amministrazione, in quanto a parità di bisogno e risultato può essere spesso più efficace e meno costoso”, conclude Lintas.
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