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Fine vita

31 Agosto 2026

Fine vita, il Veneto al voto. Zaia auspica l’approvazione della legge

Il 1° settembre il Consiglio regionale esamina la proposta su procedure e tempi dell’assistenza al suicidio medicalmente assistito


flebo

Il Consiglio regionale del Veneto voterà il 1° settembre la proposta di legge di iniziativa popolare che disciplina procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito, nell’ambito definito dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. Il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, in una lettera aperta pubblicata il 29 agosto, auspica l’approvazione del provvedimento e invita i consiglieri a esprimersi secondo libertà di coscienza.

La proposta, denominata “Procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale”, è tra i primi provvedimenti all’ordine del giorno della seduta convocata a Palazzo Ferro Fini. Relatrice è Manuela Lanzarin, presidente della Quinta commissione consiliare.

Zaia sottolinea che il voto regionale, secondo la sua posizione, non riguarda l’introduzione del suicidio medicalmente assistito, ma l’organizzazione delle procedure di competenza regionale. «Se la legge regionale sarà approvata, il Veneto non introdurrà il fine vita. Se non sarà approvata, il Veneto non lo cancellerà», afferma.

Il presidente richiama il quadro stabilito dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale e le quattro condizioni previste: patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e capacità di assumere decisioni libere e consapevoli.

Per Zaia, la questione sulla quale deve pronunciarsi il Consiglio è se la Regione debba organizzare «procedure chiare, la presa in carico delle richieste, le verifiche e l’assistenza sanitaria necessaria». Il presidente auspica quindi l’approvazione della proposta, pur riconoscendo il diritto dei consiglieri a esprimere posizioni contrarie o dubbi.

Nella lettera viene richiamato anche il ruolo degli operatori sanitari. «Dobbiamo dare risposte ai malati che vivono condizioni di sofferenza estrema», afferma Zaia, ricordando che insieme ai pazienti sono coinvolti «famiglie, medici, infermieri» chiamati a confrontarsi con il limite delle cure e con l’assistenza nella fase terminale della vita.

Un passaggio è dedicato alle cure palliative, definite da Zaia «un patrimonio straordinario della medicina», che devono essere garantite, rafforzate e rese accessibili. Il presidente sostiene tuttavia che non esauriscano tutte le richieste relative al fine vita.

Zaia torna infine sulla necessità di una disciplina nazionale, affermando che il confronto regionale non sarebbe necessario se il Parlamento approvasse una legge in materia.

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