Medici
20 Luglio 2026Interrogazione urgente della vicepresidente dei senatori Pd dopo l'emendamento approvato alla Camera sulla reiscrizione dei sanitari radiati

Si allarga anche al Senato il fronte delle critiche contro l'emendamento che consente la reiscrizione agli Albi dei professionisti sanitari radiati per fatti connessi alla pandemia di Covid-19. La vicepresidente del gruppo del Partito Democratico a Palazzo Madama, Beatrice Lorenzin, ha presentato un'interrogazione urgente al ministro della Salute Orazio Schillaci, definendo il provvedimento "una sanatoria" che rischia di compromettere l'autonomia disciplinare degli Ordini professionali e di aprire la strada a future interferenze della politica sulla deontologia medica. La vicenda prende le mosse dall'emendamento approvato nei giorni scorsi dalla Commissione Affari Sociali della Camera, a prima firma di Fratelli d'Italia, che introduce una procedura straordinaria per la reiscrizione negli Albi dei professionisti sanitari radiati per provvedimenti disciplinari adottati durante la pandemia. Il testo ha provocato una dura reazione delle opposizioni, che hanno chiesto un'informativa urgente del ministro Schillaci, e ha raccolto le critiche della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), di diversi Ordini provinciali e di numerose società scientifiche, tra cui la Società italiana di Medicina interna (SIMI).
Per Lorenzin il punto non riguarda esclusivamente il reintegro dei medici radiati durante l'emergenza Covid, ma il principio introdotto dalla norma. "Non esiste alcun vuoto normativo da colmare", sostiene la senatrice, ricordando che l'ordinamento già consente a un professionista radiato di chiedere la reiscrizione dopo cinque anni, rimettendo la valutazione agli organi competenti. L'emendamento, invece, introdurrebbe una disciplina speciale che interviene direttamente sugli effetti di provvedimenti disciplinari assunti dagli Ordini. Secondo l'ex ministra della Salute, le preoccupazioni espresse dalla Fnomceo "sono pienamente fondate", perché la questione investe l'autonomia degli Ordini professionali, la tutela della deontologia, la sicurezza delle cure e la fiducia dei cittadini nel Servizio sanitario nazionale. "Se la politica può cancellare o aggirare le decisioni disciplinari ogni volta che non coincidono con gli interessi della maggioranza, gli Ordini vengono privati della loro funzione essenziale", afferma. L'interrogazione depositata dal Partito Democratico chiede quindi al ministro Schillaci di chiarire quali iniziative intenda adottare per garantire l'autonomia degli Ordini e la loro responsabilità disciplinare. Per Lorenzin sarebbe infatti contraddittorio ribadire il ruolo degli Ordini nella tutela della qualità delle cure e, al tempo stesso, approvare norme che incidono sulle loro decisioni.
La senatrice allarga inoltre il ragionamento alle possibili conseguenze future del precedente legislativo. A suo giudizio, se il Parlamento può modificare gli effetti delle decisioni disciplinari assunte dagli Ordini, domani potrebbe intervenire anche su altri provvedimenti adottati nel rispetto del Codice deontologico e delle evidenze scientifiche, qualora risultassero sgraditi alla maggioranza politica del momento. Un rischio che, secondo Lorenzin, riguarda il futuro dell'autonomia delle professioni sanitarie più che il giudizio sulle scelte compiute durante la pandemia.7 Il dibattito continua intanto ad alimentare un confronto sempre più ampio tra politica, professioni sanitarie e comunità scientifica. Nei giorni scorsi la SIMI ha espresso "meraviglia e preoccupazione" per il reintegro dei medici no-vax, sostenendo che il Servizio sanitario nazionale debba poter garantire ai cittadini un'assistenza fondata sulle migliori evidenze scientifiche disponibili. Anche l'Ordine dei Medici di Padova ha chiesto il ritiro della norma, definendola un intervento che rischia di indebolire il ruolo degli Ordini e la credibilità del sistema disciplinare.
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