Puglia
12 Gennaio 2026La Regione Puglia aggiorna il Piano regionale di governo delle liste d’attesa 2026 con aperture straordinarie, nuovi controlli sull’intramoenia e monitoraggio rafforzato

La Regione Puglia ha aggiornato il Piano regionale di governo delle liste d’attesa (PRGLA) 2026 introducendo piani aziendali sperimentali, ampliamento degli orari di attività e un rafforzamento dei controlli sull’attività libero-professionale intramuraria. Il provvedimento è stato presentato dal presidente Antonio Decaro, mentre dal Governo il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha espresso critiche sui tempi delle scelte regionali.
L’aggiornamento del PRGLA prevede che le aziende sanitarie traducano il piano regionale in Piani aziendali entro sessanta giorni e attivino, entro quindici giorni dall’adozione, Piani aziendali sperimentali per il recupero delle prestazioni oltre soglia, con aperture straordinarie anche nei fine settimana e l’estensione delle fasce orarie fino a dodici ore giornaliere, con possibilità di prolungamento serale.
È previsto un sistema di monitoraggio strutturato affidato alla Cabina di regia per il monitoraggio delle liste di attesa e al RUAS, con indicatori di costo-efficacia, appropriatezza prescrittiva e report mensili. Il piano introduce inoltre un percorso di tutela per il cittadino: in caso di mancato rispetto dei tempi massimi, il primo accesso potrà avvenire tramite attività intramuraria o ricorso al privato accreditato entro tetti di spesa prestabiliti, con gestione delle procedure da parte del CUP.
Tra le misure figurano anche vincoli sull’attività libero-professionale, che non dovrà prevalere su quella istituzionale. Le direzioni aziendali sono chiamate a controllare eventuali volumi eccessivi e a trasmettere relazioni entro scadenze definite, con la possibilità di attivare misure correttive.
Nel presentare il piano, Decaro ha sottolineato che si tratta dell’avvio di un percorso graduale. «Non è una soluzione definitiva all’annoso problema delle liste d’attesa, ma l’inizio di un percorso che ci deve vedere tutti collaborare», ha dichiarato, richiamando anche il tema dell’appropriatezza prescrittiva. Secondo il presidente regionale, oltre il 40% delle prescrizioni di esami di radiodiagnostica come TAC e risonanza magnetica risulterebbe potenzialmente inappropriato.
Di segno opposto le valutazioni del sottosegretario alla Salute Gemmato, che ha definito tardive le scelte regionali dopo anni di governo del centrosinistra e ha criticato le politiche di investimento della Regione in ambito sanitario.
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