Lombardia
09 Gennaio 2026La Giunta regionale approva gli indirizzi di programmazione sanitaria 2026: piano per le liste d’attesa, monitoraggio dell’intramoenia, investimenti su prevenzione, territorio e reti cliniche

La Giunta della Regione Lombardia ha approvato gli Indirizzi di programmazione del sistema sanitario e sociosanitario per il 2026, che introducono un piano operativo regionale per il contenimento dei tempi di attesa per le visite specialistiche ambulatoriali, con particolare attenzione alle richieste con priorità breve, da espletare entro dieci giorni.
Il provvedimento prevede l’obbligo di agende sempre aperte, il monitoraggio dell’attività privata intramoenia e la verifica dell’appropriatezza delle prescrizioni. “Con questi indirizzi Regione Lombardia definisce una visione chiara e integrata del sistema sanitario per il 2026”, ha dichiarato Guido Bertolaso, assessore al Welfare, sottolineando l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa, rafforzare il territorio e investire in innovazione e prevenzione.
Per quanto riguarda la prevenzione, il documento prevede innovazioni negli screening oncologici, con l’introduzione dell’intelligenza artificiale, oltre a interventi su obesità e promozione della salute.
Per i pazienti cronici e fragili è garantita per tutto l’anno, da parte delle Asst, la continuità del percorso assistenziale per i pazienti già presi in carico, fino al passaggio effettivo della gestione ai Medici di assistenza primaria (Map) e ai Pediatri di libera scelta (Pls). A sostegno di queste attività, la Regione stanzia fino a 42 milioni di euro per il finanziamento delle prestazioni a favore dei pazienti fragili e 20 milioni di euro per la ricerca clinico-sanitaria assistenziale.
Gli indirizzi prevedono inoltre il rafforzamento delle reti cliniche e organizzative, a partire dalla Rete Oncologica Lombarda, con interventi mirati sulle principali patologie tumorali, il consolidamento delle Pancreas Unit e la verifica degli standard delle Breast Unit.
Il testo include anche il rafforzamento del polo territoriale, con lo sviluppo di Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali, il potenziamento delle cure domiciliari e una maggiore integrazione sociosanitaria.
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