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05 Novembre 2025L’assessore al Welfare rivendica la delibera che disciplina le prestazioni integrative negli ospedali pubblici e comunica monitoraggio mensile e ricognizione entro il 2026

La recente delibera della Regione Lombardia che disciplina l’erogazione di prestazioni in regime di sanità integrativa nelle strutture pubbliche è stata al centro del Question time al Consiglio regionale. Il provvedimento definisce le modalità con cui ASST e IRCCS possono stipulare convenzioni con fondi sanitari, mutue e assicurazioni, con percorsi organizzativi separati rispetto all’attività istituzionale.
Rispondendo alle interrogazioni presentate da Lisa Noja (Italia Viva) e Nicola Di Marco (M5S), l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha confermato la linea della Giunta: “Siamo i primi a razionalizzare un sistema non disciplinato in modo uniforme a livello nazionale. Il modello ha suscitato l’interesse di Agenas, che ha attivato un gruppo di lavoro”. Secondo quanto riferito, l’attività integrativa è interamente tracciata e viene erogata solo dopo il completamento dell’orario istituzionale, senza assorbire personale o risorse del Servizio sanitario regionale. Il volume delle prestazioni integrative, ha precisato l’assessore, “non può superare quello istituzionale”.
Bertolaso ha riferito che nei primi nove mesi del 2025 sono state erogate 873mila prestazioni in regime di assistenza integrativa, pari al 2% del totale, per una spesa complessiva di 36 milioni di euro. In base alla normativa vigente, il 5% del valore economico di queste prestazioni confluisce nel Fondo Balduzzi destinato alle attività di riduzione delle liste di attesa: «Nel 2025 la trattenuta è stata pari a 4,2 milioni di euro, con cui sono state garantite 87mila prestazioni aggiuntive».
L’assessore ha inoltre annunciato che i dati sulle prestazioni saranno monitorati mensilmente e che entro il 2026 verrà effettuata una ricognizione completa delle convenzioni attivate, per valutarne l’applicazione.
Nel corso del dibattito, le opposizioni hanno ribadito la richiesta di ulteriori verifiche sull’impatto della misura. L’assessore ha confermato che «il provvedimento rimane in vigore» e che le linee guida regionali sono destinate a fornire un quadro uniforme per l’erogazione delle prestazioni integrative nelle strutture pubbliche.
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