Malattie renale cronica
05 Novembre 2025Il Forum delle associazioni di nefropatici segnala disparità regionali nella rimborsabilità degli alimenti aproteici

La dieta ipoproteica, indicata per le persone con malattia renale cronica (Mrc) per ridurre il carico di lavoro dei reni e posticipare l’ingresso in dialisi, è attualmente rimborsata in modo completo solo in Lombardia e Basilicata. Lo segnala il Forum nazionale delle associazioni di nefropatici, trapiantati d’organo e di volontariato e l’Associazione malati di reni, secondo quanto riportato da Adnkronos Salute, che presentano un Manifesto per l’equità nell’accesso alla terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica.
La dieta prevede l’utilizzo di alimenti a ridotto contenuto proteico come parte del trattamento dell’insufficienza renale, in associazione alla terapia farmacologica. In Italia è seguita da circa ventimila pazienti, con un costo complessivo annuo stimato in trentadue milioni di euro, di cui oltre il ventisette per cento sostenuto direttamente dagli assistiti per l’acquisto di prodotti aproteici. Nella maggior parte delle Regioni non è previsto un rimborso sufficiente a coprire il fabbisogno mensile, con conseguente rinuncia parziale o ridotta aderenza terapeutica.
Il Manifesto, sottoscritto anche da Associazione scientifica alimentazione nutrizione e dietetica (Asand), Fondazione italiana del rene (Fir) e Federazione Ordini farmacisti italiani (Fofi), è stato presentato al Senato nel corso di una conferenza stampa promossa dal senatore Ignazio Zullo. Le richieste includono:
Secondo il Forum, la mancanza di criteri uniformi crea disparità regionali nell’accesso alla terapia. Solo Lombardia e Basilicata prevedono un quantitativo mensile di circa dodici chilogrammi di prodotti aproteici coperti dal servizio sanitario, considerato congruo per seguire la dieta prescritta. Nelle altre Regioni sono fissati tetti di spesa che corrispondono a quantità inferiori, con una differenza che può tradursi in una spesa aggiuntiva per il paziente o nella rinuncia a parte del trattamento.
I promotori sottolineano il ruolo del dietista nel percorso di cura e la necessità di modelli organizzativi che favoriscano la continuità terapeutica. L’obiettivo dichiarato è garantire equità di accesso e sostenere la qualità di vita nei pazienti con malattia renale cronica, condizione che in Italia interessa oltre quattro milioni di persone.
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