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Parkinson

11 Aprile 2025

Parkinson, un nuovo modello di cura. Dal Veneto un esempio da seguire

Pazienti, esperti ed istituzioni riuniti in Senato indicano il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il Parkinson della Regione Veneto come modello di riferimento per una gestione più integrata della malattia


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Con l’obiettivo di avviare un processo di innovazione nella gestione del Parkinson a livello nazionale, a Roma, preso il Senato della Repubblica, si sono riuniti pazienti, esperti e rappresentanti delle istituzioni per ribadire l’urgenza di un cambiamento nelle politiche sanitarie e assistenziali per la malattia, citando il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) della Regione Veneto come esempio di eccellenza e innovazione da estendere in tutta Italia. L’incontro al Senato è stato anche l’occasione per annunciare la nascita di un tavolo di lavoro nazionale, composto da esperti del settore, rappresentanti delle istituzioni e associazioni di pazienti, con l’obiettivo di definire delle Linee di indirizzo nazionali che uniformino e migliorino i PDTA in tutto il territorio italiano. Questo tavolo si concentrerà anche sull'analisi dei bisogni assistenziali dei pazienti con Parkinson, un passo fondamentale per rendere la gestione della malattia più omogenea e accessibile in tutte le Regioni.

Oggi, in Italia, oltre 300.000 persone convivono con il Parkinson, una malattia neurodegenerativa in continua crescita, la cui prevalenza è aumentata in modo significativo negli ultimi 25 anni. I partecipanti all’incontro hanno evidenziato la necessità di risposte concrete a fronte di questa emergenza sanitaria, con la creazione di un tavolo di lavoro nazionale promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, che riunirà esperti da tutta Italia per elaborare Linee di Indirizzo Nazionali per la gestione della patologia. Il PDTA sviluppato dalla Regione Veneto è stato presentato come una best practice per la gestione del Parkinson. Da un anno in vigore, questo modello innovativo si distingue per un approccio integrato e interdisciplinare che coinvolge medici, neurologi, fisioterapisti, e soprattutto i pazienti e le loro famiglie, sin dalle prime fasi della malattia. “La nostra esperienza in Veneto – afferma Manuela Lanzarin, Assessore alla Salute della Regione – ha puntato sull’integrazione tra cure sanitarie e sociosanitarie, sull’uso della telemedicina e sull’assistenza domiciliare per garantire una gestione ottimale e sostenibile della malattia. Questo modello rappresenta una speranza per i pazienti e un esempio che speriamo venga adottato anche da altre Regioni italiane”, aggiunge Lanzarin. L’approccio del PDTA Veneto si basa sulla co-progettazione con i pazienti, assicurando che le terapie e le cure siano personalizzate e adattate alle reali necessità di ciascun individuo. L’ascolto attivo delle persone con Parkinson e il coinvolgimento delle associazioni pazienti sono stati fattori determinanti nel successo del modello. La creazione di una rete che integra cure mediche, riabilitazione e supporto psicologico rappresenta un punto di forza che ha suscitato l'interesse delle istituzioni nazionali.

“Il Parkinson è una delle malattie neurodegenerative con il più alto tasso di crescita a livello globale, e il suo trattamento richiede un approccio multidisciplinare e un impegno continuo nella ricerca”, ha dichiarato Giangi Milesi, Presidente della Confederazione Parkinson Italia. “Con questo tavolo di lavoro vogliamo creare delle Linee di indirizzo che siano condivise a livello nazionale, per garantire a tutti i pazienti un’assistenza più integrata ed efficace”. Il percorso intrapreso dalla Regione Veneto e ora proposto su scala nazionale mira a rivoluzionare il modo in cui il Parkinson viene trattato in Italia. Secondo Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, il modello veneto costituisce un esempio positivo che potrebbe essere esteso anche ad altre realtà regionali, per migliorare la qualità della vita di chi vive con questa malattia.

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