Human Care
09 Aprile 2025L’iniziativa, organizzata da Koncept alla Certosa di Pontignano a Siena, ha voluto in questa prima edizione mettere le basi per un ecosistema delle cure in cui non si eroghino solo dei servizi, ma si crei un sistema che valorizzi ogni persona nella sua unicità

Oltre 350 partecipanti e 60 relatori da tutta Italia. Questi i numeri che hanno contraddistinto il 1° Open meeting “HumanCare” dedicato all’umanizzazione delle cure in sanità. L’iniziativa, organizzata da Koncept alla Certosa di Pontignano a Siena, ha voluto in questa prima edizione mettere le basi per un ecosistema delle cure in cui non si eroghino solo dei servizi, ma si crei un sistema che valorizzi ogni persona nella sua unicità: sia esso paziente, operatore sanitario o caregiver. Un evento dedicato a raccogliere e a confrontare esperienze, sono già previsti altri appuntamenti annuali, per una visione di sanità che metta al centro il paziente nel suo percorso di salute riconoscendone valori, diritti, ed esperienze.
Tra le Istituzioni presenti all’incontro, oltre al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, anche l’assessore al diritto alla salute e alla sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini che ha sottolineato come “Il rapporto fondo sanitario/pil in Italia stia scivolando verso il 6%, mentre quello della media europea è del 7,5%. Francia e Germania si attestano invece sopra all’8-9%. A monte servirebbe quindi un grande investimento nella sanità pubblica. In Italia gli operatori sanitari fanno i salti mortali per garantire il diritto alla salute ai cittadini e questo è un fatto che ci preoccupa molto: tutte regioni, di ogni colore politico, stanno segnalando al governo la necessità di avere più risorse per curare le persone ridurre le liste di attesa, fare assunzioni”.
La Toscana ha fatto da apripista nell’affrontare questo tema sempre più urgente e come sottolineato da Antonio Barretta, direttore dell’Azienda ospedaliera universitaria senese “Nonostante in Toscana ci siano tante esperienze
di umanizzazione delle cure con l’obiettivo di accorciare la distanza tra medico e paziente. Ora è arrivato il momento di fare sistema per far sì che queste pratiche non restino tra loro slegate tra loro”.
Un problema che però ha già visto impegnate altre aziende sanitarie quali: l’Aou di Modena e la Asl 4 Liguria che hanno già sottoscritto un protocollo per condividere le buone pratiche e aprire un confronto sull’umanizzazione delle cure. “Perché – aggiunge Barretta – gli aspetti relazionali della cura da soli non bastano, oggi ci confrontiamo anche su come immaginare gli ambienti ospedalieri per essere più accoglienti, come utilizzare la tecnologia per essere a supporto di una relazione più positiva, come impiegare l’arte per rendere gli ambienti più accoglienti, e come coinvolgere il volontariato per migliorare il percorso di cura”.
Alla tavola rotonda, che ha fatto da apripista alla giornata di lavori, tra i relatori anche monsignor Renzo Pegoraro, cancelliere della Pontificia Accademia per la vita che ha evidenziato come ci sia bisogno di “Ritrovare i valori che ispirarono la nascita del servizio sanitario nazionale. Ma rilanciare un'organizzazione capace di rispondere in maniera più adeguata ai bisogni di oggi. In modo che il servizio sia veramente alla ricerca del bene delle persone in termini di salute, prevenzione e cure coinvolgendo manager medici e infermieri nei processi organizzativi e avendo l'etica come garante dell'ispirazione, della correttezza e dell'attenzione dei percorsi che si instaurano”.
Siena è stata solo la prima tappa di un percorso che si preannuncia come un importante cammino con appuntamenti annuali. E il prossimo vedrà protagonista Portofino, in provincia di Genova.
Beatrice Curci
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