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Milan Longevity Summit

25 Marzo 2025

Longevità sana, prevenzione e innovazione per vivere meglio e più a lungo

La necessità che le strategie messe in atto a livello globale per garantire una longevità sana raggiungano i più ampi strati della popolazione. Al Milan Longevity Summit Camillo Ricordi spiega che è possibile allungare non solo la durata della vita ma il tempo della vita in salute


Ricordi

«La nostra ambizione è quella di democratizzare la longevità sana, mettere a punto un modello sostenibile di lifespan». Al Milan Longevity Summit Camillo Ricordi - Director Cell Transplant Center and Director Emeritus, Diabetes Research Institute, University of Miami - spiega che è possibile allungare non solo la durata della vita ma il tempo della vita in salute a beneficio di tutta la collettività. «Occorre rafforzare le politiche di prevenzione puntando sulle tecniche di diagnosi predittiva; diagnosticare le malattie nelle fasi iniziali; prevenire la ricorrenza di patologie già in precedenza curate». Le sue ricerche, focalizzate sul trapianto di cellule staminali, hanno trovato applicazione, durante la pandemia, anche su alcuni casi di Covid severo, negli Usa; terapie autorizzate a livello sperimentale che hanno dato buon esito. 

Il paradosso è che il Paese più ricco del mondo e quello che spende di più in sanità, gli Stati Uniti, dal 2010 «è l’unico, tra quelli più avanzati, ad avere diminuito, tra i suoi cittadini, la quota di longevità sana». Ma la questione è globale, riguarda miliardi di persone nel mondo, e «ha che fare con fattori invisibili: l’infiammazione silente, il mancato controllo della glicemia, le carenze di vitamina D, polifenoli e Omega 3, la scarsa attività fisica. E invisibili: l’obesità e il diabete, per esempio. In Italia l’obesità in generale non è particolarmente diffusa, mentre quella infantile desta preoccupazione». Senza dimenticare le abitudini alimentari che, anche in Italia, comprendono una «bastardizzazione della dieta mediterranea. Per ogni anno in più di longevità sana», conclude Ricordi, «si potrebbero risparmiare, a livello globale, 38 trilioni di dollari».

Età cronologica e biologica

L’excursus di Valentina Bollati, Full Professor all’Università degli Studi di Milano, parte dal presupposto che solo lo 0,1% del Dna differenzia una persona da tutte le altre. E dalla constatazione che, a parità di età cronologica, molto ampia è la variabilità fenotipica dell’età biologica degli individui. Più che la genetica ad aver un ruolo primario è «l’epigenetica, l’insieme delle scelte e degli stili di vita. Non solo, a contare molto sono gli ambienti nei quali si vive, l’inquinamento dell’aria che si respira. Poi, a influire, sono anche gli imprevisti che si presentano nella nostra vita, così come le cattive o buone abitudini che, in qualche modo, ereditiamo dai nostri ascendenti e trasmettiamo ai nostri discendenti». Un concetto che, in termini scientifici, viene definito “esposoma”.

Quella di John Wong - Isabel Chan Professor in Medical Sciences, Executive Director, Centre for Population Health, National University of Singapore - è invece la testimonianza di uno dei massimi esperti di sanità pubblica del Paese, Singapore, leader globale per longevità sana. Massima l’attenzione che la città-Stato riserva alle politiche di prevenzione, fondamentali in ogni età o fase della vita. E grande l’importanza che Wong assegna al «benessere sociale come chiave di volta per il benessere fisico e mentale degli individui».

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