Scienze della vita
27 Novembre 2024La Lombardia si afferma come hub primario nazionale delle Scienze della Vita, distinguendosi tra i maggiori player in Europa: qui, d'altra parte, risiede un sesto della popolazione nazionale e si registrano il 19% degli addetti, il 26% del valore aggiunto e il 31% del valore della produzione della filiera italiana

Il comparto relativo alle scienze della vita incide per il 12,6% sul pil lombardo e per il 2,5% su quello nazionale. Si tratta di un comparto che in Lombardia è driver di sviluppo e che garantisce un elevato tasso di innovazione sanitaria, oltre che competenze di alto profilo. È quanto è emerso nel corso del Forum Milano Life Science promosso da Assolombarda. La Lombardia si afferma come hub primario nazionale delle Scienze della Vita, distinguendosi tra i maggiori player in Europa: qui, d'altra parte, risiede un sesto della popolazione nazionale e si registrano il 19% degli addetti, il 26% del valore aggiunto e il 31% del valore della produzione della filiera italiana. Significativo, sui mercati internazionali, è anche il posizionamento dell'industria farmaceutica lombarda. L'export ammonta a 9,8 miliardi di euro nel 2023, più della regione francese (9,2 miliardi di euro) e di quella spagnola (9 miliardi): l'incremento lombardo del +28,3% rispetto al 2019 è secondo solo a quello della Catalogna (+41,4%). Relativamente ai servizi sanitari, il valore aggiunto pro-capite cresce in Lombardia del +9,1% tra il 2019 e il 2022, più che in Catalogna dove flette del -4,9%. In Lombardia, mostra l'analisi del Centro Studi Assolombarda, l'industria attiva da sola il 45,2% del valore della produzione e il 37,1% del valore aggiunto dell'intera filiera Life Science regionale; incidenze decisamente superiori a quanto rilevato in Italia. "L'innovazione della filiera ha generato benefici in termini di salute e benessere per i nostri cittadini - ha detto il vicepresidente di Assolombarda con delega alle Life Sciences, Sergio Dompé -. È diventata un asset per il nostro servizio sanitario nazionale pur impiegando risorse inferiori rispetto ad altre realtà europee. i dati indicano la Lombardia come un modello per l'intero sistema: il merito è dell'asse pubblico-privato ma anche della sinergia tra università, ospedalità e imprese, che collocano la nostra regione al primo posto per addetti, brevetti e ricerche cliniche".
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