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Virus sinciziale

04 Agosto 2025

Virus sinciziale, pediatri-neonatologi a Ministero e Regioni: profilassi nazionale uniforme

Con l'avvicinarsi della stagione epidemica del Vrs la task force della Sip e della Sin ha inviato un documento con le raccomandazioni per la prevenzione del virus al ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni


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Assicurare a tutti i neonati una profilassi contro il virus respiratorio sinciziale equa e uniforme con l'anticorpo monoclonale nirsevimab. È l’appello della Società  italiana di pediatria (Sip) e della Società italiana di neonatologia  (Sin), che hanno redatto e trasmesso al ministero della Salute e alla  Conferenza delle Regioni un documento congiunto con le raccomandazioni per la prevenzione dell'infezione da Vrs. Il documento fornisce indicazioni per una strategia nazionale uniforme di profilassi con Nirsevimab, con l'obiettivo di garantire la massima protezione per tutti i neonati, superando le attuali disuguaglianze territoriali. Le due società scientifiche chiedono che il documento sia recepito dalle  istituzioni per armonizzare i criteri di somministrazione a livello  nazionale, assicurando pari opportunità di prevenzione per tutti i  bambini e favorendo un'organizzazione più efficace e capillare. "E'  fondamentale che ogni bambino in ogni regione abbia lo stesso diritto  alla protezione dal Vrs - esortano Sip e Sin - Solo attraverso una  strategia condivisa e omogenea possiamo ridurre i ricoveri e garantire una tutela reale ai più piccoli". 

Il virus sinciziale è una delle principali cause di infezioni  respiratorie nei bambini sotto i 5 anni, ricordano pediatri e  neonatologi. A livello globale provoca ogni anno 3,6 milioni di  ricoveri e oltre 100mila decessi, soprattutto nei Paesi a basso  reddito. In Italia la stagione epidemica si estende da ottobre ad  aprile, con un picco tra gennaio e febbraio. Durante questo periodo,  il Vrs esercita una forte pressione sui pronto soccorso pediatrici e  causa un elevato numero di ricoveri ospedalieri, talvolta anche in  terapia intensiva. L'anticorpo monoclonale a lunga durata d'azione  nirsevimab, approvato dall'Agenzia europea del farmaco Ema nel 2022 e  dall'Agenzia italiana del farmaco Aifa nel 2023, è stato introdotto  per la prima volta nel nostro Paese nella stagione epidemica  2024-2025. La delibera della Conferenza Stato-Regioni del 17 ottobre  2024 ne ha previsto la somministrazione gratuita e su base volontaria  a tutti i neonati a partire dal 1° novembre 2024, estendendo la  copertura in modo variabile anche ai nati nei mesi precedenti e ai  bambini sotto i 2 anni con condizioni di fragilità. Tuttavia, un'indagine condotta da Sip e Sin ha evidenziato "forti  disomogeneità regionali nell'implementazione del programma, sia per le diverse tempistiche di avvio sia per l'accesso limitato dei bambini  nati fuori dalla finestra epidemica (prima di novembre e dopo marzo)". Da qui il documento-appello degli specialisti.

Queste le raccomandazioni di pediatri e  neonatologi per la stagione 2025-2026: "Tutti i neonati e lattanti  alla loro prima stagione epidemica siano immunizzati con nirsevimab.  L'immunizzazione è consigliata anche nei bambini nati prima della  stagione epidemica, ossia nel periodo che va da aprile a settembre,  per i quali è raccomandato il richiamo nel mese di ottobre in modo che la protezione possa essere massima (la copertura di somministrazione è di 5-6 mesi). Per i nati prima di ottobre - precisano Sip e Sin - la  somministrazione avvenga preferibilmente nel mese di ottobre o  comunque prima dell'inizio della stagione epidemica presso gli  ambulatori dei pediatri di famiglia o i centri vaccinali; per i nati  durante la stagione epidemica (ottobre-aprile), la profilassi sia  somministrata prima della dimissione dal centro di neonatologia  ospedaliero". "Le donne in gravidanza tra la 32esima e la 36esima settimana, con  parto previsto nella stagione epidemica, ricevano il vaccino proteico  ricombinante bivalente anti-Vrs per proteggere se stesse e i propri  neonati nei primi mesi di vita", prosegue il documento. "I bambini  sotto l'anno di vita che hanno già contratto l'infezione da Vrs  ricevano comunque nirsevimab", puntualizzano gli esperti che invitano  a rivolgere "particolare attenzione ai bambini con patologie croniche  medicalmente complesse, per i quali si raccomanda la profilassi anche  all'inizio della loro seconda stagione epidemica". Sip e Sin  chiariscono che "la co-somministrazione con gli usuali vaccini  dell'infanzia è possibile e non presenta controindicazioni".

TAG: VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE, NIRSEVIMAB

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