Piano nazionale esiti
10 Dicembre 2025Il Report PNE 2025 Agenas fotografa dieci anni di DM 70: buoni risultati nella concentrazione in alcuni ambiti, criticità persistenti in oncologia complessa e cardiochirurgia

Dieci anni dopo l’entrata in vigore del DM 70/2015, il Programma nazionale esiti (PNE) 2025, presentato da Agenas, mostra un quadro a due velocità: miglioramenti evidenti nella concentrazione della casistica in alcune procedure, criticità persistenti in ambiti ad alta complessità.
Il numero complessivo degli indicatori PNE è salito a 218, rispetto ai 146 dell’edizione iniziale. L’obiettivo resta valutare volumi, tempestività, appropriatezza ed esiti, a supporto della programmazione del Servizio sanitario nazionale.
Tra i settori più strutturati figura l’angioplastica coronarica percutanea (PTCA): nel 2024 circa il 90% delle procedure è stato eseguito in strutture che superano la soglia di 250 interventi annui, sostanzialmente stabile rispetto al 2015. Analogo andamento nell’intervento per frattura del collo del femore, con il 96% della casistica concentrata in presidi sopra soglia (≥75 interventi annui).
Progressi rilevanti anche nella chirurgia mammaria: nel 2024 l’85% degli interventi per carcinoma della mammella è stato effettuato in strutture che rispettano la soglia ministeriale di 150 interventi annui, percentuale che sale al 90% se si adotta il valore PNE di 135 interventi.
Diverso il quadro per altri ambiti complessi. Nella cardiochirurgia il volume dei bypass aorto-coronarici isolati mostra una riduzione delle strutture oltre soglia, scese da 23 nel 2015 a 15 nel 2024, con una concentrazione della casistica passata dal 41% al 29%. Anche considerando il volume complessivo dei bypass, la quota trattata in centri ad alto volume è diminuita dal 73% al 61%.
In oncologia, criticità marcate emergono nella resezione pancreatica: nel 2024 solo 17 strutture su 214 hanno raggiunto la soglia di 50 interventi annui indicata dalla letteratura, concentrando complessivamente il 54% della casistica; 3 pazienti su 10 continuano a essere operati in centri con meno di 30 interventi annui, soprattutto nel Sud e nelle Isole. Situazione analoga per il tumore del retto, dove appena 16 strutture su 527 superano la soglia di 50 casi annui, con una concentrazione pari al 22%, in peggioramento rispetto al 2015.
Il report evidenzia quindi un sistema che ha consolidato buone pratiche in alcune reti tempo-dipendenti e nella chirurgia ad alta standardizzazione, ma che non ha ancora ottenuto risultati uniformi nei settori di più elevata complessità chirurgica, dove la frammentazione dell’offerta resta significativa.
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