Tumori
10 Luglio 2025Presso l’Aula Magna “Agazio Menniti” dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini si è svolto il convegno “Lung Cancer Screening European Expert Summit – L’implementazione della diagnosi precoce e dello screening in Europa: il progetto del San Camillo Forlanini”

Presso l’Aula Magna “Agazio Menniti” dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini si è svolto il convegno “Lung Cancer Screening European Expert Summit – L’implementazione della diagnosi precoce e dello screening in Europa: il progetto del San Camillo Forlanini”. Durante l’incontro sono stati presentati i risultati del programma di diagnosi precoce del tumore al polmone, attivo da sei mesi, che ha già permesso l’identificazione di neoplasie in fase iniziale trattate chirurgicamente con intento radicale.
La conferenza, organizzata e presieduta da Giuseppe Cardillo, direttore UOC Chirurgia Toracica, ha riunito esperti italiani e internazionali, tra cui Ugo Pastorino, Giulia Veronesi, Federico Spandonaro e rappresentanti di associazioni europee di pazienti come LuCE – Lung Cancer Europe.
Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte oncologica in Italia, con oltre 44.000 nuove diagnosi e circa 36.000 decessi ogni anno. Nel 70% dei casi la diagnosi arriva in fase avanzata, escludendo l’indicazione chirurgica e portando la sopravvivenza a 5 anni sotto il 16%. Nonostante ciò, lo screening non è ancora incluso nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il progetto RISP, a oggi attivo in 18 centri, copre solo parzialmente la domanda potenziale.
L’Azienda San Camillo Forlanini ha attivato un programma sostenibile e volontario, rivolto alla popolazione a rischio. Sono 1.460 i cittadini che hanno compilato il questionario online basato su criteri internazionali (età e abitudine al fumo). Di questi, 845 sono risultati idonei e 440 hanno già effettuato la visita pneumologica, svolta dal personale medico su base volontaria (circa 70 al mese).
Nei primi sei mesi sono state eseguite 308 TC torace a basso dosaggio. Undici pazienti hanno ricevuto indicazione chirurgica; cinque sono già stati operati con tecnica mini-invasiva. In quattro casi si trattava di tumore in stadio iniziale (uno preinvasivo, tre in stadio I), con una sopravvivenza media a 5 anni dell’85%. Sono stati inoltre identificati tre tumori sincroni e un timoma da trattare chirurgicamente.
«Il progetto nasce dalla volontà del team multidisciplinare che ogni giorno affronta, purtroppo troppo spesso in fase avanzata, il tumore polmonare – spiega il Prof. Giuseppe Cardillo, coordinatore dell’iniziativa e past president della Società Italiana di Endoscopia Toracica –. Il nostro obiettivo è cambiare paradigma: offrire ai forti fumatori una reale opportunità di diagnosi precoce».
«La diagnosi precoce, come quella del tumore al polmone, diventa simbolo di un modello virtuoso di sanità pubblica, orientato alla prevenzione, all’equità, alla responsabilità collettiva – sottolinea Angelo Aliquò, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini –. Garantire cure a tutti, indipendentemente dal reddito, dal luogo di nascita, dal livello di istruzione, è un principio che ci distingue, che affonda le sue radici nella Costituzione e che oggi va difeso con lucidità e determinazione. Agli amministratori della sanità spetta la responsabilità di rendere efficienti i processi, di innovare, di valorizzare le competenze, ma spetta a tutti noi, come comunità, difendere con forza il principio che la salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale».
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