Governo e Parlamento
12 Gennaio 2023 Una lettera-appello firmata da 91 direttori dei Dipartimenti di salute mentale (Dsm) della maggior parte delle Asl italiane e inviata alle più alte cariche dello Stato per chiedere di "avviare un percorso concreto vincolando risorse definite per i servizi pubblici dei Dsm"
Una lettera-appello firmata da 91 direttori dei Dipartimenti di salute mentale (Dsm) della maggior parte delle Asl italiane e inviata alle più alte cariche dello Stato per chiedere di "avviare un percorso concreto vincolando risorse definite per i servizi pubblici dei Dsm, consentendo alle Regioni di attuare fin dal 2023 un piano straordinario di assunzioni, secondo gli standard per l'assistenza territoriale dei servizi di salute mentale definiti proprio pochi giorni fa dall'Agenas". Secondo i firmatari, "c'è bisogno di iniziative concrete ed immediate per ricucire la rete pubblica dei Dsm, sempre più sfilacciata, anche con un rilancio al loro interno dei percorsi psicologico-psicoterapeutici, per realizzare una salute mentale comunitaria, in grado di dare risposte integrate ai diversi aspetti biologici, psicologici e sociali".
"Si tratta di destinare, al massimo in un triennio, oltre 2 miliardi al fine di raggiungere l'obbiettivo minimo del 5% del Fondo sanitario per la salute mentale, come da impegno dei presidenti delle Regioni nel 2001, richiamato anche dalla recente sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2022", ricordano i direttori. Che lanciano un appello "perché riteniamo sia diventato un nostro dovere etico, a fronte dell'aumento del disagio mentale nel nostro Paese, in particolare degli adolescenti, senza più possibilità di adeguate risposte da parte dei Dsm. Le condizioni drammatiche nelle quali stiamo sempre più scivolando - rimarcano i firmatari - consentono ai Dsm di erogare ormai con estrema difficoltà le prestazioni che invece dovrebbero essere garantite dai Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Una situazione che si è aggravata con la pandemia e con le problematiche sociali ed economiche".
La lettera è stata inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni; al ministro della Salute, Orazio Schillaci; al presidente della Camera, Lorenzo Fontana; al presidente del Senato, Ignazio La Russa; al presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci; al presidente della Commissione Affari sociali, sanità e lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato, Francesco Zaffini; al presidente della Conferenza della Regioni, Massimiliano Fedriga, e al coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Raffaele Donini.
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