Telemedicina
23 Maggio 2024La telemedicina in Italia stenta a decollare. Se, infatti, 8 strutture sanitarie su 10 hanno attivato o stanno per attivare servizi di televisita, questa modalità viene usata in appena l'1-5% delle prestazioni erogabili. È uno dei paradossi evidenziati dalla Fiaso
La telemedicina in Italia stenta a decollare. Se, infatti, 8 strutture sanitarie su 10 hanno attivato o stanno per attivare servizi di televisita, nell'86% delle aziende sanitarie che dispongono del servizio di televisita, questa modalità viene usata in appena l'1-5% delle prestazioni erogabili. È uno dei paradossi evidenziati dalla Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso) durante l'evento "Sanità Digitale: trasformare il presente per un futuro sostenibile", a Milano.
"Stiamo utilizzando solo l'1% delle potenzialità attuali dei sistemi di telemedicina. Attraverso la tecnologia oggi potremmo migliorare l'efficienza, l'accessibilità e la qualità delle cure ma non riusciamo a superare barriere culturali o organizzative che impediscono una più ampia adozione dei servizi in favore dei pazienti", dice il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore. La ricerca, condotta dall'Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, mostra che lentamente la sanità digitale si sta facendo strada nel servizio sanitario. Il 40% delle strutture sanitarie pubbliche ha attivato stabilmente servizi di televisita, mentre un altro 40% ha in corso sperimentazioni o le attiverà entro fine anno. Il teleconsulto, cioè il confronto a distanza tra gli operatori sanitari sui casi clinici, è utilizzato nel 52% delle aziende; i servizi di telemonitoraggio sono presenti nel 40%. C'è poi quasi un terzo delle strutture che ha attivato o sta sperimentando servizi di teleconsulto tra medici di medicina generale e ospedale. Aumenta anche la consapevolezza dell'importanza della telemedicina nei professionisti e si cominciano a utilizzare indicatori per misurarne l'impatto sui servizi erogati, rileva l'analisi.
"Alla vivacità delle iniziative nel campo dell'innovazione e della telemedicina che vengono svolte in molte aziende non si accompagna il cambiamento nelle regole che è il vero presupposto per una diffusione su larga scala di questa modalità assistenziale", aggiunge Migliore. Problematica è anche la disponibilità di risorse: per i servizi di Telemedicina sono stati stanziati dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro, ma l'impatto sulla spesa per la sanità digitale deve ancora manifestarsi appieno, nonostante ci sia stato un aumento del 22% rispetto al 2022, sottolinea la Fiaso.
"In questo momento le risorse ci sono e non possiamo più perdere tempo. Dobbiamo potenziare l'agenzia italiana per la sanità digitale e fare formazione per sviluppare competenze e professionalità nuove", conclude Migliore. "Dobbiamo fare tutti di più per colmare il divario tra i servizi disponibili e il loro effettivo utilizzo".
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