Pharma
03 Settembre 2026Il presidente di Farmindustria: "L'Italia parte da una posizione di forza". La clausola Mfn Usa aumenta l'urgenza di intervenire su innovazione, accesso alle cure e attrattività

"L'Italia parte da una posizione di forza". È da qui che Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, parte per chiedere al Governo un'accelerazione sulla politica industriale del farmaco, a partire dalla prossima legge di Bilancio. Un passaggio che, secondo Cattani, deve segnare un "salto di qualità", soprattutto alla luce della sfida rappresentata dalla clausola statunitense Most Favoured Nation (Mfn). In un intervento pubblicato su Milano Finanza, Cattani rivendica il peso crescente dell'industria farmaceutica nell'economia italiana. Nel 2025 la produzione ha raggiunto 74 miliardi di euro, con 69 miliardi di esportazioni. L'industria farmaceutica è inoltre, sottolinea il presidente di Farmindustria, il primo comparto in Italia per crescita di export e fatturato negli ultimi due anni e si colloca ai vertici per produttività e investimenti per addetto.
La filiera comprende grandi gruppi internazionali, imprese italiane, Pmi, distretti, ricerca clinica e manifattura avanzata. Le Pmi farmaceutiche generano 11,5 miliardi di euro di produzione e rappresentano il 43% delle Pmi farmaceutiche europee. L'Italia è inoltre leader nella produzione conto terzi. A rafforzare il quadro, secondo Cattani, sono gli ultimi dati Istat: tra gennaio e giugno 2026 la farmaceutica ha prodotto 11 miliardi di euro di surplus commerciale, pari al 45% dell'intero surplus estero italiano. Per il presidente di Farmindustria, il Governo ha contribuito a creare le condizioni per questi risultati. Tra le scelte positive vengono indicate l'aumento delle risorse per il Servizio sanitario nazionale, il ritorno di salute e farmaceutica al centro dell'agenda politica e industriale e l'avvio del percorso verso il Testo Unico farmaceutico. "Proprio perché la strada è quella giusta, ora occorre accelerare nei prossimi mesi con la legge di Bilancio", afferma Cattani. A rendere più urgente il passaggio è la possibile applicazione negli Stati Uniti della clausola Mfn, che lega il valore dei medicinali ai prezzi praticati negli altri mercati.
Secondo il presidente di Farmindustria, se gli Stati Uniti dovessero effettivamente collegare il valore dei medicinali ai prezzi degli altri Paesi, "Italia ed Europa non potranno più continuare a comprimere l'innovazione e rallentarne l'accesso". Il rischio, sostiene, è che investimenti e nuove terapie si orientino verso i Paesi in grado di riconoscerne maggiormente il valore e di garantirne una disponibilità rapida. Da qui le richieste per la prossima manovra. Cattani indica come priorità la "sostenibilità industriale e attrattività per l'innovazione", il superamento strutturale del payback, sistemi di premialità per gli investimenti, tutela della proprietà intellettuale e una drastica riduzione dei tempi che separano l'autorizzazione europea dall'effettivo accesso alle cure, anche a livello regionale. "Perché l'innovazione ritardata è innovazione negata", sottolinea Cattani. La risposta alla sfida americana, secondo Farmindustria, dovrebbe passare anche da un "dialogo diretto con gli Usa", insieme a un accesso rapido e omogeneo ai farmaci sul territorio nazionale e a maggiori certezze per le imprese che investono. "Non si tratta di proteggere un comparto, ma di difendere la capacità della nazione di progettare e produrre le cure del futuro", afferma Cattani.
Nel suo intervento il presidente di Farmindustria allarga poi il ragionamento al valore dell'innovazione farmaceutica per la salute. Dal 1995, ricorda, la speranza di vita in Italia è passata da 78 a 84 anni, mentre sono 3,7 milioni le persone che vivono dopo una diagnosi di tumore. Negli ultimi dieci anni, inoltre, la mortalità per epatite è diminuita di oltre il 50% grazie anche ai nuovi farmaci. E la frontiera della ricerca continua ad ampliarsi: dagli anticorpi bispecifici alle terapie geniche, dai farmaci a Rna alle Car-T, fino a nuove tecnologie come Protac, Til, Car-NK e Car-M. Tra le prospettive indicate anche i vaccini terapeutici personalizzati contro il cancro, basati sull'identificazione dei neoantigeni tumorali e sull'impiego di tecnologie come l'mRNA. Infine, Cattani richiama il tema della preparazione alle emergenze sanitarie. I recenti focolai di Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e di hantavirus Andes, osserva, dimostrano che la minaccia pandemica non appartiene al passato. Sorveglianza, diagnostica, ricerca, piattaforme vaccinali adattabili, scorte e capacità produttiva dovrebbero quindi diventare "infrastrutture permanenti di sicurezza". "Prevenire costa meno dell'emergenza", conclude.
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