Caldo
03 Settembre 2026Nei primi otto mesi del 2026 oltre 600.000 ettari bruciati nell’Ue. Il rischio si estende anche alle aree storicamente più fresche e umide dell’Europa

Incendi boschivi e caldo estremo devono essere considerati rischi crescenti per la salute pubblica e per i sistemi sanitari, da integrare nella pianificazione nazionale della preparedness. È l’indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – Regione europea, che richiama l’estensione del rischio di incendi anche verso aree dell’Europa storicamente più fresche e umide.
Secondo i dati dello European Forest Fire Information System citati dall’Oms, nei primi otto mesi del 2026 sono bruciati oltre 600.000 ettari nei Paesi dell’Unione europea. Il dato resta inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025, indicato come l’anno peggiore dall’inizio delle rilevazioni, ma supera ampiamente la media degli ultimi venti anni, pari a circa 280.000 ettari.
La maggior parte dei grandi incendi ha interessato Paesi tradizionalmente esposti, tra cui Francia e Spagna. Le condizioni particolarmente secche stanno però aumentando il rischio anche nell’Europa occidentale e centrale, comprese le Isole britanniche e la Scandinavia meridionale. Secondo l’Oms, temperature più elevate e condizioni più secche associate al cambiamento climatico, insieme alle trasformazioni nell’uso del territorio, incidono sulla diffusione, sulla velocità e sull’intensità degli incendi.
L’Oms richiama quindi la necessità di affrontare il fenomeno non soltanto come problema di risposta alle emergenze, ma anche nell’ambito dell’adattamento climatico, della gestione del territorio e della sanità pubblica.
Per la valutazione dei rischi, l’Organizzazione mette a disposizione delle autorità sanitarie la metodologia Strategic Toolkit for Assessing Risks (STAR), basata su un approccio multisettoriale e applicabile anche a caldo e incendi. Le valutazioni strategiche del rischio sono riconosciute tra gli elementi centrali del Regolamento sanitario internazionale del 2005 e del Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030.
Dal 2018 l’Oms ha organizzato 38 workshop nazionali di valutazione strategica del rischio nella Regione europea. Cipro e Irlanda hanno recentemente completato per la prima volta questo percorso, coinvolgendo ministeri della Salute ed esperti di altri settori. Tra i rischi sanitari individuati come prioritari figurano anche ondate di calore e incendi boschivi.
«Il caldo estremo e gli incendi non sono più soltanto emergenze ambientali: sono minacce crescenti per la salute pubblica che incidono direttamente sulla salute delle persone e sui sistemi sanitari», afferma Tanja Schmidt, Programme Manager on Preparedness and IHR Capacities presso l’Oms Europa. Secondo Schmidt, le valutazioni nazionali consentono di identificare gli effetti a cascata e definire le priorità per la preparedness, con particolare attenzione alle popolazioni più vulnerabili.
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