Efpia
04 Agosto 2026La federazione dell'industria farmaceutica europea invita l'Ue a seguire l'esempio di Tokyo: più investimenti, valorizzazione dell'innovazione e collaborazione stabile tra istituzioni e imprese
Il Giappone ha scelto di puntare sull'industria farmaceutica come motore di crescita economica, mentre l'Europa continua a discutere su come recuperare competitività. È il messaggio lanciato dall'Efpia, la Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche, che indica nel nuovo piano economico giapponese "Honebuto 2026" un modello da seguire per rafforzare la capacità dell'Unione europea di attrarre investimenti, ricerca e produzione. In un'analisi firmata da Thomas Gelin, Executive director International Affairs di Efpia, la federazione sottolinea come il documento strategico approvato dal Governo giapponese consideri le scienze della vita non solo una componente del sistema sanitario, ma un vero e proprio asset economico, collocando l'innovazione farmaceutica al centro della strategia di crescita del Paese.
Secondo Efpia, uno degli elementi più rilevanti del piano è l'impegno del Giappone a rafforzare il proprio ecosistema delle life science attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione e capacità produttiva. L'obiettivo dichiarato è favorire una crescita del mercato dei farmaci innovativi coperti da brevetto, inclusi quelli first-in-class e best-in-class, in linea con la media del 9,6% registrata negli altri Paesi del G7. Per raggiungere questo traguardo, il Governo giapponese intende inoltre valutare misure per riconoscere maggiormente il valore dell'innovazione, migliorando i criteri di determinazione del prezzo dei farmaci al momento dell'ingresso nel sistema assicurativo nazionale e preservandone il valore economico per tutta la durata della copertura brevettuale. L'analisi evidenzia anche come la competitività del settore farmaceutico sia ormai sempre più influenzata da fattori globali. Per la prima volta il piano Honebuto richiama infatti il possibile impatto delle politiche statunitensi di prezzo basate sul principio della "Most Favored Nation", riconoscendo che i cambiamenti nei principali mercati possono orientare le decisioni delle aziende su dove investire, svolgere sperimentazioni cliniche e lanciare nuovi medicinali.
Ma è soprattutto il metodo adottato dal Giappone a rappresentare, secondo Efpia, un esempio per Bruxelles. Tokyo ha infatti istituito un Consiglio permanente pubblico-privato nel quale Governo e industria collaborano per individuare le criticità che incidono sulla competitività e definire le strategie nazionali. Un approccio che, secondo la federazione, dovrebbe ispirare anche l'Unione europea. Efpia propone infatti la creazione di una Task force farmaceutica europea che riunisca Commissione europea, Stati membri e industria con l'obiettivo di allineare le politiche sanitarie, industriali e commerciali e costruire una strategia comune sulla competitività. A sostegno della richiesta, la federazione ricorda il peso economico del comparto farmaceutico europeo. Nel 2025 il settore ha investito circa 60 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, sostiene 2,3 milioni di posti di lavoro ed è il principale contributore al saldo commerciale dell'Unione europea. Senza il comparto farmaceutico, evidenzia Efpia, l'avanzo commerciale europeo di 133 miliardi di euro registrato nel 2025 si sarebbe trasformato in un deficit di 93 miliardi. Inoltre, ogni euro investito nei farmaci innovativi genererebbe un valore economico e sociale pari a 5,67 euro. "La ricerca farmaceutica è uno dei maggiori asset strategici dell'Europa", conclude Gelin. Se l'Unione saprà creare condizioni favorevoli per innovazione, investimenti, produzione e commercio, potrà rafforzare la propria economia. In caso contrario, avverte Efpia, ricerca, capitali e talenti continueranno a spostarsi verso altri mercati, come sta già facendo il Giappone.
TAG: EFPIA, FARMACEUTICA, GIAPPONE, THOMAS GELINSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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