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Astrazeneca

03 Agosto 2026

Farmaceutica, AstraZeneca-Bristol Myers Squibb verso una maxi fusione da 400 miliardi

Secondo il Financial Times sono in corso colloqui tra i due gruppi. Se l'operazione andasse in porto nascerebbe il quarto colosso mondiale del farmaco per capitalizzazione di mercato


acquisizione

Una fusione da quasi 400 miliardi di dollari potrebbe ridisegnare gli equilibri dell'industria farmaceutica mondiale. AstraZeneca e Bristol Myers Squibb (Bms) sono infatti impegnate in colloqui per una possibile aggregazione che, se portata a termine, darebbe vita al quarto gruppo farmaceutico al mondo per capitalizzazione di mercato. A rivelarlo è il Financial Times, che cita fonti vicine al dossier. Al momento nessuna delle due aziende ha confermato ufficialmente l'operazione. Secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario britannico, le trattative sono in corso da alcuni mesi e potrebbero sfociare in un accordo nel prossimo futuro, anche se resta aperta la possibilità che il negoziato subisca rallentamenti o si interrompa. AstraZeneca ha scelto di non commentare le indiscrezioni, mentre Bristol Myers Squibb non ha risposto alle richieste della stampa.

L'operazione unirebbe due protagonisti del settore. AstraZeneca, seconda società quotata del Regno Unito per valore di mercato, capitalizza circa 196 miliardi di sterline, pari a circa 260 miliardi di dollari, mentre Bristol Myers Squibb vale circa 133 miliardi di dollari. La nuova entità arriverebbe così a sfiorare i 400 miliardi di dollari di capitalizzazione, entrando tra i maggiori colossi mondiali della farmaceutica. La notizia è stata accolta con cautela dagli investitori. Nelle prime contrattazioni alla Borsa di Londra il titolo AstraZeneca ha registrato un deciso ribasso, segnale delle preoccupazioni del mercato per i costi e la complessità di una simile operazione. L'eventuale fusione rappresenterebbe una svolta strategica per l'amministratore delegato di AstraZeneca, Pascal Soriot, artefice della crescita del gruppo negli ultimi dodici anni e della sua affermazione come leader nell'oncologia. Un'integrazione con Bristol Myers Squibb rafforzerebbe ulteriormente la presenza della società britannica negli Stati Uniti, mercato che già oggi rappresenta circa la metà dei ricavi del gruppo.

L'ipotesi assume particolare rilievo anche alla luce della storia recente di AstraZeneca. Nel 2014 Soriot respinse la maxi-offerta di acquisizione presentata da Pfizer, che allora valutava il gruppo circa 70 miliardi di sterline. Da allora il valore della società è cresciuto in modo significativo grazie allo sviluppo di nuovi farmaci, soprattutto in oncologia. Solo poche settimane fa AstraZeneca ha inoltre completato la quotazione diretta a New York, una mossa interpretata come un ulteriore rafforzamento della propria presenza sul mercato statunitense. Sul piano industriale, la fusione consentirebbe di mettere insieme due ampi portafogli di farmaci innovativi, con una forte concentrazione nell'area oncologica. Proprio questa sovrapposizione rappresenta però uno dei principali nodi dell'operazione. Secondo gli analisti, il progetto sarebbe sottoposto a un approfondito esame da parte delle autorità antitrust negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in altre giurisdizioni. Alcuni prodotti delle due aziende competono infatti negli stessi segmenti terapeutici: tra questi Opdivo di Bristol Myers Squibb e Imfinzi di AstraZeneca, entrambi impiegati nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule.

L'operazione avrebbe anche implicazioni politiche. Nel Regno Unito potrebbe riaccendere il dibattito sul progressivo spostamento verso gli Stati Uniti dei principali gruppi britannici, soprattutto dopo la recente quotazione di AstraZeneca a Wall Street. Allo stesso tempo, il contesto americano appare oggi più favorevole alle operazioni di fusione e acquisizione rispetto agli anni precedenti, anche grazie all'orientamento dell'amministrazione del presidente Donald Trump, che secondo gli osservatori ha contribuito a rilanciare il mercato dell'M&A. Se dovesse concretizzarsi, l'aggregazione tra AstraZeneca e Bristol Myers Squibb diventerebbe una delle più grandi operazioni nella storia dell'industria farmaceutica e una delle principali fusioni globali degli ultimi anni, destinata a ridisegnare gli equilibri competitivi del settore.

TAG: ACQUISIZIONI

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