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23 Aprile 2026

Farmacie, al via ReMed nazionale: dalle penne per insulina nuovi oggetti di design

In occasione dell'Earth Day, l'alleanza tra Novo Nordisk, Anci e farmacisti lancia la sfida del riciclo dei device medici preriempiti per ridurre a zero l'impatto ambientale


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Da rifiuto inutilizzabile a poltrona da ufficio di design o in semplice porta badge. In occasione dell'Earth Day, Novo Nordisk ha presentato a Roma nella sede dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), l'ampliamento di ReMed, un progetto che integra l'economia circolare nel settore sanitario attraverso una sinergia tra istituzioni, imprese e farmacisti. L'iniziativa si focalizza sul recupero dei dispositivi medici iniettabili preriempiti, come le penne per insulina o l'ormone della crescita, trasformando i device in nuove risorse. Grazie a questo modello innovativo, le penne monouso non vengono più smaltite come rifiuti complessi, ma riconvertite in oggetti di uso comune e complementi d'arredo, dimostrando come la tutela della salute possa procedere di pari passo con la sostenibilità ambientale.

L’allargamento in altre città. Sperimentato in sette Paesi in tutto il mondo (fra cui Brasile, Francia, Danimarca e Regno Unito), “ReMed” dopo una prima fase sperimentale in Italia, oggi il progetto coinvolge sei regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia‑Romagna, Lazio, Campania, Puglia), 14 città (Torino, Cuneo, Novara, Milano, Varese, Bologna, Parma, Rimini, Modena, Ferrara, Imola, Roma, Napoli, Bari) e oltre 680 farmacie. Solo nella fase pilota sono stati raccolti oltre 1,5 tonnellate di dispositivi che, una volta conferiti nelle farmacie aderenti, vengono trasferiti in Danimarca, una volta l’anno, per completare il ciclo di recupero e trasformarli in materie prime secondarie.

Riduzione e riprogettazione dei rifiuti. L’iniziativa si inserisce nella strategia globale dell’azienda farmaceutica “Circular for Zero”, che punta a ridurre a zero l’impatto ambientale entro il 2045 attraverso riduzione dei consumi, riciclo dei rifiuti e riprogettazione dei prodotti lungo la filiera “dalla produzione al paziente”. Il progetto è “un tassello fondamentale – spiega Giorgio Mulè, vice presidente della Camera dei deputati – di quella responsabilità che ogni istituzione e ogni cittadino è chiamato a esercitare quotidianamente. Dopo una fase pilota di successo, l'ambizione di Remed è ora quella di estendersi su scala nazionale, coinvolgendo grandi metropoli come Roma, Milano e Napoli. Si tratta di un modello virtuoso in cui il rifiuto smette di essere un peso per diventare una risorsa preziosa: un impegno che non comporta costi per il singolo, ma genera un beneficio immenso per l'intera collettività, rendendoci orgogliosi di farne parte”.

Dal rifiuto, l’opportunità. Gli scarti come le penne monouso, una volta adoperati, possono essere problematici se dispersi nell'ambiente. “Il progetto – afferma Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci – si sposa perfettamente con le politiche di sostenibilità urbana, trovando nei Comuni i propri alleati naturali. In quanto enti responsabili della raccolta e strumenti di prossimità, i Comuni sono i soggetti più indicati per dialogare con i cittadini e supportare questo percorso virtuoso. L'iniziativa, sostenuta con convinzione dall'Anci, parte dalle grandi città — con l'adesione di realtà come Napoli — per estendersi progressivamente, attraverso azioni pilota, a tutto il territorio nazionale”. Sempre in collaborazione con Novo Nordisk l’Anci ha promosso un’iniziativa, "Cities for Better Health", focalizzata sulla gestione della salute urbana. “Le città – dichiara Manfredi – rappresentano oggi contesti complessi in cui fattori ambientali, abitudini di vita e densità abitativa incidono profondamente sul benessere collettivo. La salute urbana non è dunque un concetto teorico ma una sfida pratica: significa attuare politiche territoriali capaci di ridurre i fattori di rischio legati a malattie croniche come l'obesità e il diabete, fortemente condizionate dalla qualità dell'aria, dall'alimentazione e dalla vivibilità degli spazi”.

Affidabilità nelle farmacie. Il ruolo del farmacista italiano ha attraversato un’evoluzione profonda negli ultimi anni, consolidandosi come il presidio sanitario di prossimità più accessibile e vicino al cittadino, specialmente a seguito dell'emergenza pandemica. “Sebbene la missione storica di questo professionista – ricorda Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti – sia da otto secoli la tutela della salute, oggi tale impegno si estende necessariamente verso la sostenibilità ambientale e il recupero delle risorse del pianeta. In quest’ottica, iniziative legate all'economia circolare diventano cruciali per ribadire la centralità della professione, permettendo di valorizzare quel legame fiduciario unico che vede ogni giorno quattro milioni e mezzo di persone varcare la soglia delle 19mila farmacie italiane”. È proprio la capillarità che trasforma il farmacista in un consulente capace di fornire risposte tempestive a bisogni urgenti e, contemporaneamente, di agire come educatore sociale. “D’altronde – aggiunge –, la riforma della "Farmacia dei Servizi" del 2009 già delineava chiaramente un profilo professionale attivo nell’informazione e nella divulgazione di buone pratiche. Il progetto di recupero della plastica si inserisce perfettamente in questo solco, offrendo al sistema Paese una risposta strutturata ed efficace che poggia su una tradizione di affidabilità secolare”.

L’economia circolare applicata alla sanità. Prendersi cura delle persone significa anche ridurre l’impatto ambientale delle cure, secondo Jens Pii Olesen, general manager di Novo Nordisk Italia. “Salute e ambiente sono strettamente interconnessi: molte malattie croniche, come il diabete, sono influenzate da fattori che vanno oltre il sistema sanitario – sottolinea – In Novo Nordisk questo impegno si traduce in innovazione terapeutica e in azioni concrete come ReMed, un progetto che applica l’economia circolare alla sanità e che oggi, in occasione dell’Earth Day, lanciamo a livello nazionale”.

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