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Farmaci

05 Giugno 2026

Carenze di farmaci, il settore dell'importazione parallela chiede nuove regole

Le aziende dell'importazione parallela sollecitano interventi normativi su import ed export dei medicinali e chiedono di rafforzare il ruolo del comparto nella gestione delle carenze


Furgone bianco in città

L'importazione parallela dei farmaci dovrebbe essere considerata uno strumento strutturale per contrastare le carenze e garantire la continuità terapeutica. È la richiesta avanzata da GMM Farma, azienda attiva nel settore, che sollecita una revisione delle regole che disciplinano importazione ed esportazione dei medicinali e un maggiore utilizzo di questo canale all'interno delle strategie di approvvigionamento.

Secondo quanto riferito dall'azienda, tra il 2020 e il 2026 sono state distribuite 1.543.231 confezioni di medicinali interessati da episodi di carenza. Nella nota, GMM Farma afferma di aver contribuito a garantire l'accesso alle terapie per circa un milione di persone.

Il tema si inserisce in un contesto caratterizzato da persistenti difficoltà di approvvigionamento. Secondo i dati citati nel comunicato, raccolti da Cittadinanzattiva, oltre un terzo della popolazione italiana ha sperimentato problemi nel reperimento dei farmaci. Per i pazienti con patologie croniche, circa uno su dieci avrebbe subito ritardi incompatibili con le proprie esigenze terapeutiche.

Sempre secondo i dati richiamati dall'azienda, in Italia risultano mediamente carenti circa 300 medicinali. Il report 2025 del Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU) evidenzia inoltre un aumento delle indisponibilità del 6,8% rispetto all'anno precedente. Le conseguenze si riflettono anche sull'attività delle farmacie: i farmacisti dedicano mediamente circa 11 ore alla settimana alla gestione delle carenze, tra ricerca di alternative terapeutiche, verifiche con i distributori e supporto ai pazienti.

"L'importazione parallela deve essere una leva per contribuire a costruire una sanità più moderna e vicina al cittadino", afferma Gian Maria Morra, amministratore delegato di GMM Farma e presidente di Affordable Medicines Italia (AMI), associazione che riunisce le aziende italiane del settore. Secondo Morra, le difficoltà di approvvigionamento legate a problemi produttivi, aumento della domanda globale e tensioni internazionali stanno esercitando una pressione crescente sulla filiera del farmaco.

Nel comunicato viene sottolineato che l'importazione parallela consente di reperire medicinali autorizzati in altri Paesi dell'Unione europea e reintrodurli sul mercato nazionale nei periodi di maggiore difficoltà distributiva. Secondo l'azienda, questo meccanismo potrebbe contribuire a rafforzare la disponibilità dei medicinali e la continuità terapeutica.

GMM Farma richiama inoltre i dati di Affordable Medicines Europe, secondo cui nel 2024 il settore europeo dell'importazione parallela ha generato un fatturato di 7,76 miliardi di euro e circa 7 miliardi di euro di risparmi negli anni. In Italia, invece, questo canale rappresenterebbe attualmente circa l'1% delle vendite in farmacia.

L'azienda chiede quindi l'introduzione di nuovi criteri per l'export e di norme che disciplinino in modo più efficace le attività di importazione ed esportazione dei medicinali a livello europeo. L'obiettivo, secondo il settore, è trasformare l'importazione parallela da soluzione emergenziale a componente stabile delle strategie di gestione delle carenze e di tutela della continuità delle cure.

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