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Pharma

09 Aprile 2026

Bayer punta su pipeline e intelligenza artificiale. Cinque asset per la crescita al 2030

Al Pharma Media Day 2026 Bayer ha presentato cinque asset chiave, pipeline in espansione e uso dell’IA per aumentare del 40% la produttività R&D entro il 2030


Bayer

Bayer punta su cinque asset strategici, una pipeline multimodale e sull’intelligenza artificiale per sostenere la crescita della divisione farmaceutica fino al 2030. È quanto emerso al Pharma Media Day 2026 di Berlino.

L’azienda ha indicato il 2025 come anno di consolidamento, con tre nuove approvazioni, due nuove indicazioni e sei risultati positivi di studi di Fase III. “Grazie al nostro portfolio e a un modello sempre più abilitato dall’IA, siamo sulla buona strada per tornare a una crescita a una cifra media a partire dal 2027”, ha dichiarato Stefan Oelrich.

Al centro della strategia i cinque “growth catalysts”. Asundexian, in sviluppo, ha mostrato efficacia nella prevenzione dell’ictus ischemico ed è stato designato Fast Track dalla Fda. Finerenone è già approvato per malattia renale cronica e scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata. Acoramidis è disponibile nell’Unione europea per l’amiloidosi cardiaca da transtiretina. Darolutamide rappresenta uno dei pilastri in oncologia prostatica. Elinzanetant è indicato per i sintomi vasomotori della menopausa, inclusi quelli associati a terapia endocrina nel carcinoma mammario.

La pipeline comprende programmi in oncologia di precisione, cardiologia e terapie avanzate. Tra questi, 225Ac-PSMA-Trillium e VVD-214 per tumori selezionati, sevabertinib per il carcinoma polmonare HER2-mutato e un inibitore GIRK4 per la fibrillazione atriale. In sviluppo anche terapie geniche e cellulari per scompenso cardiaco e malattia di Parkinson.

Nel settore dell’imaging, Bayer ha presentato gadoquatrane, agente di contrasto a basso dosaggio di gadolinio, e traccianti per l’amiloidosi con potenziale diagnostico precoce.

Un asse strategico riguarda l’intelligenza artificiale. L’azienda prevede un incremento del 40% della produttività R&D entro il 2030 attraverso l’integrazione di dati clinici e modelli predittivi e collaborazioni con centri di ricerca internazionali.

“Nel 2026 sono attesi passaggi chiave che confermeranno la strategia di innovazione”, ha dichiarato Christian Rommel.

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