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Pharma

23 Settembre 2025

Farmaceutica, Lilly pronta a investire 5 miliardi in Italia

Un piano di investimenti da quasi 5 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, ma a condizione che l’Italia renda più competitivo il proprio sistema regolatorio. È l’impegno annunciato da Dave Ricks, CEO di Eli Lilly


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Un piano di investimenti da quasi 5 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, ma a condizione che l’Italia renda più competitivo il proprio sistema regolatorio. È l’impegno annunciato al Corriere della Sera da Dave Ricks, CEO di Eli Lilly, che richiama l’esecutivo a un “cambiamento per la salvaguardia del settore, a partire dal superamento del payback e dall’accelerazione delle procedure di accesso ai nuovi farmaci”.

Nell’intervista, Ricks sottolinea che l’Italia resta un Paese strategico per Lilly, con lo stabilimento di Sesto Fiorentino (1.500 dipendenti) tra i siti più avanzati a livello internazionale. Tuttavia, mette in guardia: “Il percorso di ingresso dei nuovi medicinali è lento e complicato, così si disincentiva chi vuole investire. Vogliamo fare la nostra parte, ma attendiamo segnali concreti dal Governo”.

Secondo il manager, i principali nodi restano il peso del payback – “una misura iniqua e ormai insostenibile” – e le barriere burocratiche che rallentano la disponibilità dei farmaci innovativi. “Se non c’è un cambio di rotta, la competitività dell’Italia e dell’Europa rischia di essere compromessa a favore di Stati Uniti e Cina”, avverte Ricks.

Il CEO di Lilly ha richiamato anche l’urgenza di rafforzare la lotta all’obesità, patologia correlata a oltre 200 malattie e ancora sottovalutata in termini di priorità sanitaria. In questo ambito l’azienda punta sul tirzepatide, molecola già approvata per diabete e obesità in altri mercati, attualmente in fase avanzata di sviluppo anche per l’Europa.

“Negli ultimi vent’anni abbiamo investito in Italia circa tre miliardi di euro tra ricerca, produzione e attività sul territorio”, conclude Ricks. “Ora siamo pronti ad aumentare del 50% i nostri investimenti, ma servono scelte politiche chiare per rendere il Paese nuovamente attrattivo”.

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