Pharma
24 Aprile 2025Senza un'inversione di rotta decisa che incentivi gli investimenti delle aziende farmaceutiche, l'Europa rischia di diventare marginale nello scenario farmaceutico globale. È quanto paventato dai Ceo di Novartis e Sanofi

Senza un'inversione di rotta decisa che incentivi gli investimenti delle aziende farmaceutiche, l'Europa rischia di diventare marginale nello scenario farmaceutico globale. È quanto paventato dai Ceo delle aziende farmaceutiche Novartis e Sanofi in una lettera aperta inviata al Financial Times. "In un contesto di calo della competitività biofarmaceutica europea, l'incertezza dei dazi sta ulteriormente riducendo gli incentivi a investire nell'Ue", sottolineano Vas Narasimhan (Novartis) e Paul Hudson (Sanofi), che hanno ricordato che nelle ultime settimane le aziende biofarmaceutiche hanno annunciato investimenti per più di 150 miliardi negli Stati Uniti. L'impegno della Commissione Europea verso una riduzione della burocrazia e la semplificazione normativa è insufficiente, scrivono. A pesare è soprattutto "la mancata valorizzazione dell'innovazione"; spiegano i due manager. In particolare "i controlli sui prezzi e le misure di austerità europee". L'Europa, concludono, "deve agire con decisione e urgenza, altrimenti il declino si farà sentire e il ritiro delle aziende accelererà".
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