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21 Novembre 2023

Farmaceutica, a Meridiano Sanità il punto sulle potenzialità dell’Italia nelle Life Sciences

Alla sessione dedicata alla ricerca – uno dei tre pilastri delle politiche sanitarie future indicati dal think thank “The European House-Ambrosetti” insieme a prevenzione e azione sulle politiche europee – le offrono Paivi Kerkola AD Pfizer Italia e Nicoletta Luppi AD di MSD Italia


Farmaceutica, a Meridiano Sanità il punto sulle potenzialità dell’Italia nelle Life Sciences

Due testimonianze importanti di multinazionali danno il polso al Forum Meridiano Sanità di quella che è e che potrebbe essere la potenzialità dell’Italia nelle Life Sciences. Alla sessione dedicata alla ricerca – uno dei tre pilastri delle politiche sanitarie future indicati dal think thank “The European House-Ambrosetti” insieme a prevenzione e azione sulle politiche europee – le offrono Paivi Kerkola AD Pfizer Italia e, Nicoletta Luppi AD di MSD Italia. La premessa dei due interventi è il grande valore aggiunto delle multinazionali del farmaco: sono più propense ad investire, in un contesto europeo di investimenti R&D cresciuto di 2,4 punti percentuali tra 2021 e 2022, un decimo della Cina e un quarto degli Stati Uniti che crescono a tasso medio del 5,8% l’anno da una decina d’anni. Sulla scia di altri paesi europei, l’Italia sta perseguendo una strategia nazionale sulle Life Sciences che passa per un tavolo tra Ministeri di Salute ed Industria. Vi ha fatto riferimento Maria Cristina Porta DG di Enea Biomedical Tech, Fondazione che offre supporto finanziario pubblico a nuove start-up.

Le relazioni di Kerkola e Luppi si soffermano sulle misure a rinforzo della ricerca “made in Italy". Come spiega l’AD Pfizer Italia, a livello globale il contesto della farmaceutica è caratterizzato da un maggior peso degli investimenti sul fatturato rispetto agli altri settore: siamo intorno e oltre il 20%, il ramo software mostra una media di circa 2 punti inferiore, quello hardware è 5-6 punti sotto, l’auto è al 13%; in Italia l’incidenza della spesa in ricerca sul fatturato delle industrie del farmaco è del 17,4% contro l’11,4% dei settori tech e il 5,3% del manifatturiero. Le multinazionali spendono in media oltre il 20%. Ma il nostro paese, produttore in vetta in Europa, si posiziona dietro Germania, Francia e Spagna nell’attrarre trial clinici il cui impatto sull’economia potrebbe arrivare a 2,2 miliardi di euro. Pfizer da noi rappresenta investimenti in ricerca per 487 milioni di euro, il 71% riguarda farmaci oncologici e il 20% malattie rare. Per rinforzare il mercato farmaceutico come asset strategico per il Paese, Kerkola identifica aree di intervento quali la messa in rete in sicurezza dei fascicoli e dei dati sanitari, e il riconoscimento come figure sanitarie dei data manager e dei coordinatori di studio, oltre che l’approvazione di un testo unico sulle sperimentazioni e la realizzazione della strategia nazionale sulle Life Sciences.

Luppi sottolinea come MSD, da 67 anni in Italia con stabilimenti a Roma e Milano e 1000 dipendenti (8700 posti con l’indotto, 70% delle assunzioni al femminile), destini ingenti investimenti in ricerca contro le resistenze batteriche, conti su 142 protocolli avviati, e tra le aree di intervento comprenda la telemedicina e la teleassistenza. Gli investimenti in ricerca e sviluppo arrivano al 31% del fatturato. Potrebbe andare meglio. «Le multinazionali devono restituire ogni anno il 98% della quota di pay-back per il superamento dei tetti di spesa farmaceutica delle regioni. Bene la prima bozza della legge di Bilancio che destina lo 0,2% di risparmi previsti sulla spesa farmaceutica convenzionata alla spesa per acquisti diretti di farmaci. Ma ci piacerebbe che alla previsione di spesa farmaceutica diretta si aggiungesse un altro 0,2%, c’è lo spazio matematico per farlo senza scalfire i conti dello stato, lo ha detto il Ragioniere Generale», ricorda Luppi. E aggiunge: «Il Fondo farmaci innovativi è capiente, ci potrebbero stare anche le spese del Servizio sanitario per farmaci oggi classificati “ad innovatività condizionata”. Altro obiettivo a portata di mano è intensificare le vaccinazioni contro il virus HPV eliminando entro il 2030 i cancri da esso originati».

TAG: FARMACEUTICA

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