Fascicolo sanitario elettronico
02 Ottobre 2026Una survey SIBioC su 254 professionisti rileva un'adozione ancora disomogenea degli standard per rendere confrontabili i risultati degli esami tra strutture e Regioni

Solo il 40% dei professionisti coinvolti in un'indagine nazionale riferisce un'adozione almeno parziale dello standard internazionale utilizzato per identificare in maniera univoca gli esami di laboratorio. Il 60% dichiara inoltre di non disporre di informazioni sufficienti sull'estensione della sua applicazione e solo il 20% indica una copertura superiore all'80%. Sono alcuni dei dati presentati al 58° Congresso nazionale della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – Medicina di Laboratorio (SIBioC), in programma a Rimini dal 30 settembre al 2 ottobre 2026, durante una sessione dedicata al Fascicolo sanitario elettronico 2.0.
L'indagine, promossa dal Gruppo operativo SIBioC "Refertazione strutturata, contenuti informativi e codifica LOINC per l'interoperabilità del FSE 2.0", coordinato da Flavia Lillo, ha coinvolto 254 professionisti della Medicina di Laboratorio di tutte le Regioni, in prevalenza dirigenti e direttori di laboratorio.
L'obiettivo è valutare la diffusione dei processi di standardizzazione, l'utilizzo della codifica LOINC e le modalità di governo dell'interoperabilità. Anche sul fronte della governance emergono differenze: il 45% dei partecipanti segnala la presenza di progetti strutturati, referenti o iniziative regionali coordinate per l'armonizzazione e lo scambio dei dati di laboratorio. Tra le criticità indicate figurano la scarsa conoscenza del tema, la presenza di sistemi informativi differenti, le difficoltà di comunicazione tra le piattaforme, la formazione limitata e l'insufficiente coinvolgimento dei professionisti del laboratorio.
Il FSE 2.0 punta infatti al passaggio dal documento digitale al dato strutturato. Un esame dovrebbe poter essere riconosciuto, letto e confrontato anche in una struttura diversa da quella nella quale è stato eseguito. Standard internazionali come LOINC consentono di identificare in maniera univoca gli esami, rendendo il dato riconoscibile indipendentemente dal luogo in cui è stato prodotto.
«Il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta una grande opportunità, ma non è sufficiente trasferire un referto dal cartaceo al digitale», sottolinea Sabrina Buoro, presidente SIBioC. Il passaggio necessario, aggiunge, è consentire al risultato diagnostico di «seguire la persona, essere riconosciuto nei diversi sistemi e mantenere ovunque lo stesso significato clinico».
Secondo Serena Battilomo, direttore dell'Ufficio 3 – Sistema informativo sanitario nazionale e innovazione digitale in sanità del Ministero della Salute, la transizione verso il dato strutturato richiede governance, formazione, competenze professionali e collaborazione multidisciplinare. La digitalizzazione pone inoltre il problema di rendere le informazioni non solo accessibili, ma anche comprensibili e utilizzabili dal cittadino, che attraverso il FSE può accedere direttamente ai propri dati clinici.
SIBioC richiama quindi la necessità di referti più chiari e facilmente interpretabili, mantenendo la mediazione del professionista quando è necessaria una contestualizzazione clinica. L'obiettivo è rendere il dato diagnostico utilizzabile lungo il percorso di cura e, nel rispetto delle regole previste per il suo utilizzo, anche per prevenzione, ricerca epidemiologica e programmazione sanitaria.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
02/10/2026
Nel 2023 otto delle dieci principali cause di morte erano malattie non trasmissibili. L'aspettativa di vita globale è risalita a 73,3 anni
02/10/2026
I geriatri accolgono positivamente il Piano nazionale per fragilità e non autosufficienza e chiedono investimenti per tradurlo in percorsi assistenziali concreti
02/10/2026
Il Forum delle società scientifiche accoglie l'aggiornamento dei Lea dopo nove anni, ma chiede di includere rapidamente le innovazioni degli ultimi tre anni.
02/10/2026
All’EPSCO di Dublino il ministro richiama il coordinamento europeo su farmaci, dispositivi e biotecnologie
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)