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Sanità privata

04 Settembre 2026

Sanità privata e RSA, sindacati: contratti scaduti da anni

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono un confronto durante l’iter di conversione del Decreto PA 2026. Coinvolti circa 300.000 lavoratori


medico

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono un intervento sulla sanità privata accreditata e sulle RSA nell’ambito della conversione del Decreto PA 2026 e si dichiarano pronte a proseguire la mobilitazione in assenza di risposte. Secondo i sindacati, circa 300.000 lavoratrici, lavoratori e professionisti operano con contratti scaduti da 8 anni nella sanità privata e da 14 anni nelle RSA e nelle Case di riposo.

I segretari generali di Fp Cgil, Federico Bozzanca, Cisl Fp, Roberto Chierchia, e Uil Fp, Rita Longobardi, hanno chiesto un’audizione alle Commissioni parlamentari competenti e l’apertura di un confronto con i gruppi parlamentari durante l’iter di conversione del Decreto PA.

Per le tre organizzazioni sindacali, il provvedimento rappresenta il primo strumento normativo utile per intervenire sulla vertenza. Tra le richieste figura il superamento dell’esclusione dei lavoratori del settore sociosanitario dalla tutela salariale automatica prevista dal Decreto Lavoro dopo nove mesi di vacanza contrattuale.

«La conversione del Decreto PA rappresenta il primo veicolo normativo utile per dare finalmente una risposta», affermano i segretari. I sindacati chiedono che la disparità venga affrontata già durante l’iter parlamentare e annunciano che continueranno a presentare le proprie richieste anche nei successivi provvedimenti legislativi.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp pongono inoltre la questione del rapporto tra finanziamento pubblico, accreditamento delle strutture e rinnovo dei contratti. Secondo le organizzazioni, non è sostenibile un sistema nel quale strutture finanziate anche attraverso risorse pubbliche e regimi di accreditamento rinviino sistematicamente i rinnovi contrattuali.

A sostegno della propria posizione, i sindacati richiamano le analisi dell’Area Studi Mediobanca, secondo le quali i principali gruppi del settore hanno raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del 22% rispetto al 2019. Per i gestori delle strutture dedicate agli anziani e alla non autosufficienza, riferiscono ancora le organizzazioni, è prevista una crescita maggiore.

«Non è accettabile che crescano ricavi e finanziamenti mentre restano fermi salari e contratti», dichiarano Bozzanca, Chierchia e Longobardi, chiedendo una corrispondenza tra risorse pubbliche, qualità dei servizi e rispetto della contrattazione collettiva.

La vertenza proseguirà anche in vista della prossima legge di bilancio. I sindacati annunciano che continueranno il confronto con Governo, Parlamento, Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni e che, in assenza di risposte, la mobilitazione proseguirà.

«Se i bisogni di centinaia di migliaia di lavoratrici, lavoratori e professionisti continueranno a rimanere senza risposta, la mobilitazione proseguirà e assumerà tutte le forme che riterremo necessarie», concludono i tre segretari generali.

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