intelligenza artificiale
24 Luglio 2026Un uomo ha citato OpenAI sostenendo che risposte mediche errate di ChatGPT lo abbiano indotto a non rivolgersi subito ai sanitari prima di un’embolia polmonare

Un pastore della Florida ha citato in giudizio OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman, sostenendo che indicazioni mediche errate fornite da ChatGPT lo abbiano indotto a non cercare subito assistenza sanitaria. Il giorno successivo l’uomo è stato ricoverato per un’embolia polmonare che, secondo la causa, ha rischiato di ucciderlo.
La causa è stata depositata il 22 luglio presso il tribunale statale della California, nella contea di San Francisco, secondo quanto riportato da Reuters.
Scott Winters afferma di avere consultato nel 2025 GPT-4o, una precedente versione del chatbot successivamente ritirata da OpenAI, per episodi ricorrenti di vertigini. Quando ha riferito una dolorabilità all’inguine, il sistema gli avrebbe consigliato di limitare i movimenti e restare a casa, indicando che il disturbo probabilmente non era pericoloso.
Winters è stato ricoverato il giorno successivo. Secondo quanto riportato nell’atto giudiziario, la dolorabilità sarebbe stata un segnale collegato alla presenza di coaguli e i medici avrebbero ritenuto che l’embolia fosse probabilmente associata alla ridotta mobilità.
La causa sostiene inoltre che, nei mesi precedenti, ChatGPT avesse fornito all’uomo piani terapeutici definiti “olistici”, utilizzando anche riferimenti al linguaggio religioso per mantenere il suo coinvolgimento. Le prime risposte avrebbero invitato Winters a consultare un medico, ma questi avvertimenti sarebbero poi scomparsi.
Anche dopo il ricovero, secondo la denuncia, il chatbot avrebbe consigliato all’uomo di non seguire il programma di riabilitazione indicato dai medici e di restare a casa.
La causa chiede un risarcimento e un ordine del tribunale che imponga a ChatGPT di interrompere le conversazioni quando un utente necessita di assistenza medica immediata. I ricorrenti chiedono inoltre di sospendere il lancio di ChatGPT Health fino a quando soggetti terzi non ne abbiano verificato la sicurezza.
Drew Pusateri, portavoce di OpenAI, ha dichiarato che le conversazioni con l’intelligenza artificiale possono contribuire a migliorare l’assistenza sanitaria, ma che ChatGPT non è un medico e non deve mai essere utilizzato come sostituto delle cure.
Secondo un rapporto di OpenAI citato da Reuters, ogni giorno circa 40 milioni di utenti rivolgono a ChatGPT domande relative alla salute.
Reuters riferisce che la causa si inserisce in una serie crescente di azioni giudiziarie che attribuiscono al chatbot danni nel mondo reale. Le contestazioni contenute nell’atto non sono state accertate da una sentenza.
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