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Pediatria

04 Giugno 2026

Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti

Lombardia, Piemonte e Veneto concentrano quasi l'80% delle carenze. Cartabellotta: "In molte aree trovare un pediatra disponibile sta diventando impossibile"


pediatra

In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta e la situazione rischia di aggravarsi nei prossimi anni a causa dei pensionamenti e delle incertezze sul ricambio generazionale. A lanciare l'allarme è la Fondazione Gimbe, che ha analizzato il fabbisogno di pediatri di famiglia e le criticità che sempre più spesso impediscono alle famiglie di trovare un professionista disponibile per i propri figli. Secondo le stime della Fondazione, al 1° gennaio 2025 la carenza nazionale è pari a 497 pediatri di libera scelta (Pls). Il problema si concentra soprattutto nel Nord Italia: Lombardia, Piemonte e Veneto assorbono da sole il 78,7% delle carenze, rispettivamente con 186, 109 e 96 pediatri mancanti. "La situazione crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell'assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili", afferma Nino Cartabellotta.

L'analisi evidenzia come il principio della libera scelta del pediatra sia sempre più difficile da garantire. In alcune regioni il numero medio di assistiti supera il massimale di 1.000 bambini per medico previsto dall'Accordo collettivo nazionale. I casi più critici sono quelli del Piemonte, con 1.126 assistiti per pediatra, della Provincia autonoma di Bolzano (1.114) e del Veneto (1.018). La media nazionale è pari a 917 assistiti per professionista. Secondo Gimbe, il problema non riguarda più soltanto le aree interne o montane, ma si estende anche a numerose città metropolitane. Al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 pediatri di libera scelta, a fronte di quasi 5,8 milioni di assistiti. Rispetto al 2019, quando i pediatri erano 7.373, si registra una riduzione di 1.089 unità, pari al 15%. Il calo dei professionisti è superiore agli effetti della diminuzione delle nascite. Se da un lato la popolazione infantile si sta riducendo, dall'altro aumenta il numero di bambini e ragazzi che rimangono in carico ai pediatri anche nella fascia 6-13 anni. A incidere è soprattutto la carenza dei medici di medicina generale: molti adolescenti che compiono 14 anni faticano infatti a trovare un medico di famiglia disponibile e continuano a essere seguiti dai pediatri attraverso deroghe ai massimali.

La prospettiva futura preoccupa ulteriormente. Secondo i dati della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta. Sebbene negli ultimi anni siano aumentate le borse di specializzazione in Pediatria, passate da 496 nell'anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, non è possibile prevedere quanti specialisti sceglieranno la pediatria di famiglia invece della carriera ospedaliera. "Non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti", osserva Cartabellotta. L'indagine evidenzia inoltre forti differenze territoriali. Se in regioni come Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria il numero di assistiti per pediatra resta sotto la soglia ottimale di 850, nelle regioni del Nord il sistema mostra segnali di crescente sofferenza. Per Gimbe servono interventi programmatori più efficaci per garantire prossimità delle cure, qualità dell'assistenza e reale libertà di scelta delle famiglie, evitando che la carenza di pediatri si trasformi in un ulteriore ostacolo all'accesso alle cure per bambini e adolescenti.

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