Sanità privata
17 Aprile 2026Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl rivendicano alta adesione allo sciopero nazionale e chiedono un intervento di Governo e Regioni sui contratti fermi nel settore privato e nelle RSA

Alta adesione allo sciopero della sanità privata e delle RSA secondo i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che chiedono ora un intervento immediato su contratti e accreditamenti.
In una nota unitaria, i sindacati affermano che la mobilitazione ha coinvolto 300 mila lavoratrici, lavoratori e professionisti, rappresentati dalle persone presenti in piazza e da quanti sarebbero rimasti in servizio per garantire i servizi essenziali. Secondo le organizzazioni sindacali, la partecipazione allo sciopero si attesterebbe intorno al 70%, al netto del personale impegnato nei servizi minimi.
I segretari generali Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi chiedono risposte “immediate e non più rinviabili” sia alle controparti datoriali AIOP e ARIS, sia al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni.
Nel comunicato i sindacati richiamano dati relativi ai maggiori operatori privati, citando un fatturato netto di 12,02 miliardi di euro nel 2023, una crescita del 15,5% rispetto al 2019, un utile netto di 449 milioni di euro e liquidità immediata pari a 1,8 miliardi. Secondo le sigle confederali, questi numeri si contrappongono a contratti nazionali fermi da otto anni nella sanità privata e da 14 anni nelle RSA.
Le organizzazioni sindacali denunciano inoltre un differenziale salariale rispetto al personale del Servizio sanitario nazionale, a parità di inquadramento e responsabilità, sostenendo che il blocco contrattuale avrebbe inciso sul potere d’acquisto dei lavoratori.
Nella parte finale della nota, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono a Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni un intervento normativo che colleghi le risorse pubbliche al rispetto dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. “Senza rinnovo non deve esserci accreditamento”, affermano.
I sindacati annunciano infine la prosecuzione della mobilitazione fino al rinnovo dei contratti e al riconoscimento economico e professionale del personale del comparto.
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