Oncologia
12 Marzo 2026Delegare attività amministrative, più digitale e revisione delle schede Aifa tra le misure indicate alle istituzioni da Cipomo e il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”

Un’alleanza tra clinici e pazienti per ridurre il peso della burocrazia nei reparti di oncologia. Il Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (CIPOMO) e il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, che riunisce quasi 50 associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici, hanno siglato una partnership con l’obiettivo di portare alle istituzioni proposte concrete per semplificare gli adempimenti amministrativi e restituire agli oncologi più tempo da dedicare alla cura. Tra le principali indicazioni avanzate dal gruppo di lavoro di CIPOMO c’è innanzitutto la possibilità di delegare le attività non cliniche a figure di supporto dedicate. Molti compiti amministrativi che precedono o seguono l’atto clinico – come la raccolta di dati anagrafici, la gestione della documentazione e le registrazioni con finalità amministrative – potrebbero infatti essere svolti da personale non medico, alleggerendo il carico di lavoro dei professionisti.
“La giornata tipo dell’oncologo è sempre più occupata da attività amministrative spesso lontane dalla missione primaria di cura”, ha spiegato il presidente di CIPOMO Paolo Tralongo, sottolineando come l’eccesso di burocrazia rischi di aumentare inefficienze e costi per il Servizio sanitario nazionale, oltre a contribuire all’allungamento delle liste di attesa. Un’altra direttrice riguarda il rafforzamento degli strumenti digitali. L’introduzione e l’implementazione di soluzioni tecnologiche, anche con il supporto dell’intelligenza artificiale, potrebbe contribuire a semplificare la gestione dei dati e a ridurre il tempo dedicato alla compilazione di moduli e registri. Tra i nodi segnalati dagli oncologi c’è inoltre la necessità di rivedere le modalità di compilazione delle schede Aifa, spesso considerate tra gli adempimenti più onerosi nei reparti.
Il tema della deburocratizzazione nasce anche dai risultati di un’indagine condotta da CIPOMO in 24 reparti di oncologia medica ospedaliera di 12 regioni, che ha evidenziato come le attività amministrative possano arrivare ad assorbire fino al 50% del tempo lavorativo degli oncologi. Un carico che rischia di sottrarre spazio alla relazione con il paziente e all’attività clinica. La partnership con il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” punta proprio a portare queste proposte all’attenzione della politica e delle istituzioni. Per le associazioni dei pazienti, infatti, ridurre il peso della burocrazia non è solo una questione organizzativa, ma una condizione essenziale per garantire visite più attente, rafforzare il rapporto di fiducia tra medico e paziente e migliorare la qualità complessiva delle cure.
"La deburocratizzazione è un tema molto importante, non solo per l'ambito sanitario, anche se ovviamente per l'oncologia è ovvio che la questione richieda un'attenzione prioritaria", ha detto Vanessa Cattoi, deputata e coordinatrice dell'Intergruppo parlamentare 'Insieme per un impegno contro il cancro' alla Camera. "Per l'intergruppo parlamentare che qui rappresento e per tutti i parlamentari, sicuramente ascolteremo e faremo nostre le istanze che abbiamo già in parte condiviso anche col presidente di Cipomo, che ringrazio per il lavoro di approfondimento con cui è riuscito a dimostrare con evidenze scientifiche che effettivamente possiamo intervenire per ridurre la burocrazia", ha aggiunto. "Sarà quindi nostro impegno proporre degli atti legislativi che vadano in questa direzione e che facciano nostre quelle che sono le proposte di istanze di Cipomo. Come maggioranza - ha detto ancora - siamo impegnati a sostenere interventi di semplificazione e innovazione organizzativa, anche attraverso la digitalizzazione prevista dal Pnrr, per ridurre le inefficienze e restituire tempo alla cura. Con l'ultima legge di Bilancio abbiamo garantito la copertura finanziaria per l'assunzione a tempo indeterminato di ulteriori 1.000 medici e 5.000 infermieri. Migliorare l'efficienza del sistema significa rafforzare il Ssn e garantire risposte più rapide e di qualità ai cittadini".
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