Università
25 Giugno 2025Un nuovo studio ha analizzato l’impatto della riforma dell’accesso al corso di laurea in Medicina: il nuovo metodo potrebbe favorire maggiore equità e consapevolezza nella scelta del percorso, ma presenta anche rischi sul piano della qualità e della motivazione degli studenti

Un nuovo studio firmato da ricercatori delle università di Bolzano e Colonia analizza l’impatto della riforma dell’accesso al corso di laurea in Medicina introdotta in Italia dal 2025, che ha sostituito il test d’ammissione con un semestre iniziale aperto a tutti. Secondo il lavoro, pubblicato come working paper dall’Institute of Labor Economics (IZA), il nuovo metodo potrebbe favorire maggiore equità e consapevolezza nella scelta del percorso, ma presenta anche rischi sul piano della qualità e della motivazione degli studenti.
Lo studio, condotto da Alessandro Fedele e Mirco Tonin (Libera Università di Bolzano) insieme a Daniel Wiesen (Università di Colonia), confronta un campione di 369 aspiranti medici con 647 coetanei italiani e austriaci interessati ad altri percorsi. I risultati evidenziano che i candidati alla facoltà di Medicina si distinguono per migliori capacità cognitive, maggior altruismo, coscienziosità e motivazioni orientate all’utilità sociale. Spesso provengono da contesti familiari in cui almeno un membro è medico.
Il precedente sistema di selezione, basato su test a risposta multipla, secondo gli autori favoriva l’auto-selezione di candidati dotati non solo di competenze, ma anche di resilienza e motivazione intrinseca. Tuttavia, limitava l’accesso a studenti penalizzati da minori risorse o difficoltà nella gestione di prove standardizzate. In questo senso, il nuovo modello potrebbe migliorare la mobilità sociale e l’informazione nella scelta.
“Se il messaggio che passa è che Medicina è diventata più accessibile, c’è il rischio che attiri candidati meno preparati o motivati. La sfida sarà valutare se il nuovo sistema saprà garantire lo stesso livello di selezione per competenze e attitudini”, commenta Mirco Tonin.
Il lavoro sottolinea l’importanza, per un sistema sanitario efficiente, di selezionare futuri medici sulla base non solo del merito accademico ma anche di stabilità emotiva e senso civico, elementi ritenuti centrali per la professione. Resta ora da osservare l’evoluzione dei risultati nei prossimi anni, a partire dagli esiti del primo semestre di prova.
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