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Governo e Parlamento

25 Maggio 2023

Medicina territoriale, presentato Ddl Lega per potenziamento. Ecco cosa prevede

Più investimenti per una medicina del territorio forte, basata su una rete in grado di essere vicina al cittadino nell'offerta di assistenza. Ma anche medici di famiglia più valorizzati, con una maggiore attrattività per la professione, che apre la strada al superamento dell'attuale carenza dei camici banchi.  Sono alcuni punti del disegno di legge della Lega


Più investimenti per una medicina del territorio forte, basata su una rete in grado di essere vicina al cittadino nell'offerta di assistenza. Ma anche medici di famiglia più valorizzati, con una maggiore attrattività per la professione, che apre la strada al superamento dell'attuale carenza dei camici banchi.  Sono alcuni punti del disegno di legge della Lega, prima firmataria la senatrice Maria Cristina Cantù, per il potenziamento della medicina territoriale, presentata al Senato.
"Il provvedimento prevede la creazione di una rete vicina al cittadino, dalla presa in carico fino alle cure specialistiche, in cui il medico di assistenza primaria può contare sul supporto degli  specialisti per prevenire, assistere e rispondere ai bisogni che non  richiedono ospedalizzazione, anche attraverso il rafforzamento delle  attività di teleconsulto", spiega Cantù, anche vicepresidente della  Commissione Sanità del Senato. La proposta è stata ben accolta dai sindacati di categoria, intervenuti alla presentazione. Per il segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, "il testo mette un punto fermo sulla libertà di scelta del cittadino, che ha il diritto di avere un medico di famiglia con cui stabilire uno stretto rapporto di fiducia. Importante l’impegno per risolvere l'attuale grave carenza, prevedendo l’inserimento di almeno un medico ogni 1.000 residenti".

Uno dei punti di forza del "disegno di legge presentato dalla Lega per il potenziamento della medicina territoriale sono le "risorse consistenti" considerate. "Si prevede, infatti, un punto e mezzo percentuale sul fondo indistinto delle Regioni, quindi pari circa un miliardo e mezzo, che potrà essere dedicato a obiettivi specifici che sono definiti dalla legge stessa, relativi alla partecipazione della medicina generale ai processi di rinnovamento", spiega all'Adnkronos Salute Scotti. In questo Ddl, continua Scotti elencando i punti del provvedimento che considera positivi, "si dà centralità ad un network della medicina generale basato su un concetto di medicina One Health, quindi valorizzando prevenzione, stili di vita, alimentazione, prevenzione ambientale. Tutto questo giustifica quelle risorse. E gli obiettivi previsti possono trasformarsi anche in una nuova attrattività per il giovane medico rispetto alla scelta della professione". "Si dà valore alla medicina generale ed è, in questo momento, ciò che mi interessa di più", rimarca il segretario, oltre a essere "una ricetta contro la carenza dei medici di famiglia perché dà ai giovani un punto riferimento e una prospettiva". Nel disegno di legge è previsto, tra l'altro, anche un aumento della retribuzione dei medici di medicina generale in formazione equiparata a quella della specializzazione. Il richiamo al Pnrr - continua Scotti - faciliterebbe inoltre i percorsi per arrivare ad accordi contrattuali che sviluppino nei territori l'associazionismo, la continuità dell’assistenza e l'utilizzo di dispositivi medici per una migliore gestione dei pazienti cronici nello studio del loro medico e dei più fragili al loro domicilio. Particolarmente innovativa la previsione di una riqualificazione del settore con investimenti non solo sulle strutture ma anche sui professionisti".

Per il presidente nazionale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), Angelo Testa, si tratta di "un disegno di legge che, con la dovuta attenzione alle carenze attuali, programma la sanità territoriale del futuro, valorizzando la figura del medico di medicina generale che torna ad essere il centro della assistenza sul territorio. Cronicità, innovazione, telemedicina ed investimenti che danno una speranza di futuro ad un settore abbandonato negli anni al proprio destino".  Un plauso arriva anche dal presidente Enpam, Alberto Oliveti, che conferma "l'impegno per supportare reti di studio idonee" e aggiunge: “Bisogna rilanciare le reti degli studi professionali: questi devono avere un livello appropriato di tecnologia, interconnessione e personale di supporto per permettere forme di mono o pluri-professionali di assistenza sul territorio, e che siano finalizzati all'integrazione professionale dei vari livelli di prevenzione e di cura".

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