salute mentale
22 Gennaio 2026L’intervista a Sanità33 alla presentazione del rapporto Lundbeck-Censis. Ll’appello a investire su prevenzione, ascolto e coerenza delle politiche nazionali

“Le scuole sono un luogo prezioso dove costruire benessere uno spazio in cui i ragazzi devono andare volentieri, sapere di essere ascoltati, costruire fiducia e regole condivise nel rispetto reciproco”. Queste le parole della deputata del Partito Democratico Ilenia Malavasi, a Sanità33, a margine della presentazione del rapporto Lundbeck-Censis sulla salute mentale. La scuola, per l’onorevole, come luogo chiave per intercettare il disagio e costruire benessere psicologico fin dall’infanzia. Secondo Malavasi, i dati della survey confermano un aumento del disagio, soprattutto tra i giovani, che non può essere affrontato con “ricette semplicistiche”, ma richiede tempo, ascolto e interventi capaci di andare alle cause profonde, a partire da percorsi di educazione all’affettività e ai sentimenti.
Nel suo intervento, la deputata ha richiamato anche gli strumenti messi in campo a livello istituzionale. “È stato approvato il Piano di azione nazionale per la salute mentale (Pansm), uno strumento importante – ha ricordato – nel quale è previsto anche lo psicologo dell’assistenza primaria, già presente in 11 regioni che hanno sperimentato questo modello per la prevenzione e la presa in carico precoce del disagio”. Un’esperienza che, secondo Malavasi, potrebbe diventare un riferimento nazionale, a patto di essere sostenuta da risorse adeguate.
Proprio sul tema della coerenza delle politiche sanitarie, la deputata dem ha espresso perplessità rispetto alla recente approvazione della legge delega per la riforma del Servizio sanitario nazionale. “Da un lato approviamo un piano dedicato alla salute mentale, dall’altro, pochi giorni dopo, un atto che rimette mano all’intera disciplina dei servizi, dagli adulti alla neuropsichiatria infantile, dalle dipendenze alla salute in carcere. Se prima deleghiamo professionisti competenti con un piano specifico e poi interveniamo di nuovo su tutto, mi chiedo: in quale direzione stiamo andando?”. Una domanda che, secondo Malavasi, richiama la necessità di una visione chiara e condivisa, capace di mettere davvero la salute mentale al centro delle politiche pubbliche.
Anna Capasso
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