Intervista
01 Agosto 2025Intervista a Stefano Palcic, Responsabile della Governance farmaceutica territoriale dell’ASUGI e docente di Farmacoeconomia all’Università di Trieste

Negli ultimi anni, la governance farmaceutica territoriale ha conosciuto una profonda evoluzione, diventando un pilastro fondamentale per la sostenibilità e l’equità del Servizio Sanitario Nazionale. A raccontare a Sanità33 questa trasformazione è Stefano Palcic, responsabile della Governance farmaceutica territoriale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliana Isontina e docente di farmacoeconomia all’Università di Trieste. “La governance del farmaco sul territorio ha assunto un ruolo sempre più strategico”, spiega Palcic. Questo processo è stato accelerato dallo spostamento di molte terapie dall’ambito ospedaliero a quello territoriale, una transizione che impone ai servizi farmaceutici nuove responsabilità: garantire l’accesso all’innovazione terapeutica salvaguardando, al contempo, la sostenibilità dell’intero sistema sanitario. Un compito tutt’altro che semplice, ma realizzabile attraverso una governance attenta e mirata, che sappia “tagliare i rami secchi”, ovvero eliminare o riconsiderare terapie obsolete o non più efficaci, riallocando le risorse verso farmaci e trattamenti ad alto valore aggiunto per il paziente.
Palcic accoglie con favore l’evoluzione dei modelli distributivi, soprattutto per le terapie croniche come quelle per il diabete, che beneficiano della prossimità garantita dalla rete delle farmacie territoriali. “Negli ultimi anni il territorio era stato un po’ dimenticato, mentre oggi torna protagonista. È fondamentale portare innovazione anche nella medicina generale, non solo in ambito ospedaliero”. Il grande potenziale della Real World Evidence è uno dei punti centrali della riflessione di Palcic: “L’RCT (Randomized Controlled Trial) è il rimorchiatore che guida, ma la petroliera è rappresentata dai dati reali: pazienti veri, fragili, anziani, polifarmacologici. Serve saperli usare”.
L’introduzione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 rappresenta per Palcic un’opportunità straordinaria: “Ci aspettiamo una svolta. I dati, se integrati, ci permetteranno di misurare davvero gli effetti dei trattamenti, anche su scala nazionale.” Non si tratta solo di monitorare costi e benefici clinici, ma anche di valutare l’impatto sociale delle terapie: giornate lavorative recuperate, autonomia migliorata, riduzione del carico assistenziale. L’applicazione del nuovo regolamento europeo sull’HTA (Health Technology Assessment) è, secondo Palcic, una svolta epocale. “Si tratta di un cambiamento culturale che introduce una valutazione sistematica del valore, non solo del costo. L’approccio value-based si sta consolidando anche in Italia”. Palcic sottolinea, infine, l’importanza di creare reti professionali e istituzionali per condividere e sistematizzare le buone pratiche: “Collaboriamo già tra colleghi di diverse Regioni su progetti per la cronicità. È fondamentale che queste esperienze non restino isolate. Agenas, AIFA e le Regioni devono avere un ruolo propulsivo in questo processo”.
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